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Endóre linde

Una Canzone per la Terra-di-Mezzo

Di Findegil / Björn Fromén
Titolo originale "Endóre linde"

Endóre, palla mi Arda írim' aldarwa már,
tyenn' ilmamíri Vardo táriello ninquitar
ar cuivar laitalen Eldómar lírinen.

En hlare i orofarno hrótallo nallama:
nambaryar ture i Norno, yo carme calima,
i harmacantale, yá Martano antane.

En nanda i rilya nelle, en súya i ehtele,
en lire i rávea celle luhtala lindele;
hyalmainen Salmaro yale Tár-Earo.

Nán nenion hloni hanya pityave i Fírima
i latinassen ranya rocconen mirima,
aica raucondacil, Oromeo apahil.

Telcontar mi alte tauri i Mavari aldaron;
tultane Cementári varnassen olvaron,
peun taurelómion, tirmen ornómion.

Námo or Arda Hastaina: ea voro ahyala!
Hlapuva ilya hostaina, tarmindon taltuva.
Nyarnanen, lairenen réne termare men.

Traduzione letterale con alcune note linguistiche

(Per una spiegazione dei riferimenti e loro abbreviazioni, vedere The Arda format for structural references)

Endóre, írima már aldarwa mi palla Arda, táriello Vardo ilmamíri ninquitar tyenna
'Terra-di-Mezzo, bella dimora ricoperta-d’alberi nella vasta Arda, dall’alto i gioielli stellati di Elbereth splendono bianchi su di te'

*tárie-llo ablativo 'dall’alto', cfr. l’allativo tárienna 'verso [l’]alto'
*ilma-míri plurale 'luce di stelle – gioielli'
*ninquitar tempo presente plurale di ninquita- 'risplendere bianco'
*tye-nna allativo 'verso/su te', cfr. l’accusativo tye (tye-méla 'amo te', LRW)

ar cuivar Eldómar laitalen lírinen.
'e s’alzano le voci elfiche per lodar[ti] in canto.'

*cuivar tempo presente plurale di *cuiva- 'svegliarsi', verbo derivato da
*cuiva 'svagliarsi' (derivato da cuivie 'risveglio', cfr. koiva: koivie in BLT I e Qîva : qîvie in GL s.v. cwivra-)
*Eld(a)-óma-r plurale 'Voci-degli-Elfi'
*laitale-n 'per lodare', dativo di laitale

En i orofarno hlare hrótallo nallama:
'Lŕ i montanari ascoltano un’eco dal salone sotterraneo:'

*orofarno 'abitante-montagna', controparte maschile di orofarne 'abitatrice dei monti' (L 168)
*hlare tempo presente di hlar- 'udire'
*hróta-llo ablativo di hróta 'che abita sottoterra, in grotte artificiali o saloni di pietra' (PM)

i Norno ture nambaryar,
'[dove] i Nani usano i loro martelli,'

*ture tempo presente di tur- (turin 'Io uso')
*namba-rya-r plurale con suffisso possessivo 'loro martelli'

yo carme calima, i harmacantale, yá Martano antane.
'della cui splendente arte, la creazione di tesori, un tempo [il] Fabbro del Mondo (=Aule) fu donatore.'

*yo genitivo del pronome relativo ya- 'che'
*harma-cantale 'forgiatura di tesori' (canta- 'forgiare')
'tempo addietro, *di vecchio'
*antane tempo passato di anta- 'dare'

En i rilya nelle nanda, en i ehtele súya, en i rávea celle lire luhtala lindele;
'Lŕ le arpe dei ruscelli luccicanti, lŕ i soffi primaverili, lŕ i fiumi ruggenti suonano [la loro] incantevole musica;'

rilya 'luccichio, brillantezza', qui utilizzato come un aggettivo
*cel-le 'che-scorre; fiume', da KEL(U)- correre; fluire via velocemente'; modellato su quelle 'che avvizzisce; autunno' da KWEL- 'sbiadire, appassire'
*lire tempo presente di lir- (lirin 'Io canto')
*luhtala participio presente di luhta 'incantare'

Tár Earo yale Salmaro hyalmainen.
'[il] Re de[l] Mare chiama con conchiglie di Salmar'

*yale tempo presente di yal- 'chiamare'
*hyalma-inen plurale stumentale di hyalma 'conchiglia, corno di Ulmo'.

Nán nenion hloni pityave hanya i Fírima,
'Ma [la] voce dell’acqua č poco compresa dal Mortale,'

*nenion genitivo plurale di nén 'acqua'
hloni plurale 'suono (linguistico), elemento del discorso' (WJ)
*pityave avverbio da pitya- 'piccolo, insignificante'
hanya *tempo presente 'capisce'

i ranya mirima latinassen rocconen,
'che vaga libero ne[i] campi a dorso di cavallo,'

*latinassen locativo plurale di latina 'aperta, sgombra (di terra)', qui nominalizzato *'campo'
*rocco-nen singolare strumentale 'per mezzo di cavallo'

aica raucondacil, Oromeo apahil.
'spietato uccisore di terribili creature, seguace di Orome.'

*rauco-ndacil 'orribile-uccisore'
*apa-hil 'dietro-che segue'

Mi alte tauri telcontar i Mavari aldaron;
'In vaste foreste avanzano con lunghi passi i pastori degli alberi;'

*alte plurale di alta 'largo, grande in dimensioni'
*telcontar tempo presente plurale di *telconta- 'avanzare a grandi passi', isolato da Telcontar 'Grampasso'
*mavari plurale di mavar 'pastore' (BLT I)

Cementári [te] tultane varnassen olvaron, peun taurelómion, tirmen ornómion.
'[La] Regina della Terra (= Yavanna) li convoca a proteggere le cose che crescono, a parlare alle cupe foreste, a guardare dietro [gli] Alberi Parlanti'

*tultane tempo passato di tulta- 'inviato per, fatto venire, convocato'
*varnassen 'a protezione', dativo di varnasse 'sicurezza'
*olvaron genitivo di olvar 'cose che crescono con radici nella terra'
*peun 'per [essere] imboccati', dativo di peu 'che apre la bocca' (VT 39, p 9)
*taure-lómion genitivo plurale 'di scure foreste'. Cf Aldalóme e Tauremornalóme, nomi usati da Barbalbero per la Foresta di Fangorn (o parti di essa).
*tirmen 'per sorvegliare', dativo di *tirme 'guardare', da tir- 'guardare (sopra), sorvegliare, badare a'
*ornómion genitivo plurale di orn-ómi 'alberi con voci, Ucorni' (WR)

Námo or Arda Hastaina: ea voro ahyala!
'Divino Giudizio su Arda Guastata: vivere, mai cambiare!'

Námo 'Giudice di ciň che č' (MR, p.150), piů propriamente 'il Giudice, il Vala Mandos'
or 'sopra'
ea! imperativo 'lascia essere! *esisti!'
*ahyala participio presente di ahya- 'cambiare' (PM)

Ilya hostaina hlapuva, tarmindon taltuva
'Tutte [le cose] raccolte potranno volare nel vento, [l’] alto bastione potrŕ crollare.'

*hostaina participio passato di hosta- 'raccogliere'
*hlapuva tempo futuro di hlapu- 'volare o fluire nel vento'
*tar-mindon 'alta grande torre'
*taltuva tempo futuro di talta- 'collassare'

Réne men termare nyarnanen [ar] lairenen
'[La] memoria perdura per noi nella leggenda e nel canto.'

*réne < Eldarin Comune re|ne| 'rimembranza' (PM)
*men dativo di me 'noi'
*termare tempo presente di ter-mar- 'stare, *perdurare'
*nyarnanen, *lairenen caso strumentale di nyarna 'racconto, leggenda' e laire 'poema'.


Libera traduzione (in svedese)

Midgĺrd, fagra träduppfyllda land i vida Arda,
högt över dig glimmar Elbereths stjärneglöd
och väcker med vit glans alviska röster till lovsĺng.

Där hör bergsbon ĺterskall ur underjordisk sal:
sin hammare svingar dvärgen, vars lysande konst -
skapandet av kostbara klenoder -
var Aules gĺva i tidernas gryning.

Där spelar den glittrande bäcken, där sorlar den flödande källan,
där sjunger den brusande älven toner med trolldomsmakt;
bjudande blĺser havets konung i Salmars horn.

Gĺtor blott är dock vattnens budskap för den dödlige
som pĺ fria strövtĺg rider över fälten,
i Oromes efterföljd skräckgestalters skarpa bane.

I vida skogar vandrar trädens herdar;
dem kallade Yavanna till värn för vad rotfast växer,
till sprĺkrör för skogars dunkel, till vakt över talande träd.

Ödesdom över sargat Arda: bestĺ, men i ständig växling!
Skingras för vind skall allt som samlats, högborg skall bli ruin.
I saga, i sĺng lever minnet för oss.


Libera traduzione (in italiano)

Endóre, dimora boscosa della vasta Arda,
dall’alto l'aura stellare d'Elbereth ti guarda
e per te s’alzano le lodi degli Elfi in canto.

Lŕggiů sui monti s'ode un’eco dal sottosuolo:
ivi Nani martellan, versan oro in crogiuolo,
forgiando tesori, di cui Aule fu donatore.

Lŕ l'arpe dei ruscelli, lŕ gli sbuffi dei venti,
lŕ il rombo dei fiumi musicheggian contenti;
con conchiglie di Salmar chiama il Re del Mare.

Ma non ode la voce delle acque il Mortale,
che nei campi a dorso di cavallo vaga leale,
fiero uccisore di belve, seguace d'Orome.

In vaste selve i pastori d'alberi incedono;
Yavanna li creň a cura delle cose che crescono,
per conversar con foreste, con Alberi Parlanti.

Giudizio su Arda Guastata: vivi, non mutare!
Tutto vola nel vento, il bastione puň crollare.
Le memorie vivon nella leggenda e nel canto.



Una nota per il cantante

La terza linea in ogni verso viene suonata due volte. La melodia č Belle, Qui Tiens Ma Vie, pubblicata nel 1596 da Thoinot Arbeau.

Per adattarsi alla melodia, le vocali adiacenti, che dovrebbero essere normalmente pronunciate separatamente, dovranno essere frequentemente contratte o rese assieme in una singola sillaba. In questi casi, i ed u dovrebbero essere pronunciate piů o meno come le corrispondenti semi-vocali y e w. Esempi:

mi Arda [myAr-da]
táriello [tá-ryel-lo]
hlare i orofarno [hla-re-yo-ro-far-no]
Mavari aldaron [Ma-va-ryal-da-ron]

In modo analogo, una e oppure o atone a volte si combinano con una a seguente per formare un dittongo. Esempi:

Martano antane [Mar-ta-nwan-ta-ne]
rávea celle [rá-vya-cel-le]

Una a finale puň essere elisa prima di una vocale all’inizio della parola seguente (nella scrittura, essa viene allora sostituita con un apostrofo). Esempi:

írima aldarwa > írim'aldarwa
tyenna ilmamíri > tyenn'ilmamíri.

Potete trovare una esauriente guida alla pronuncia per il Quenya su TolkLang.

Questa canzone č stata eseguita per la prima volta il 23 Maggio 1998 al Banchetto di Maggio di Forodrim.

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Traduzione dell'originale ad opera di Paolo Astorri.
Ultimo aggiornamento della traduzione: 21 Marzo 2003.
La versione originale di questo documento č il linea dal 21 Aprile 1998.
Ultimo aggiornamento 8 Aprile 2000 da parte di Elros, Mĺns Björkman.

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