| Mellonath Daeron - La Gilda dei Linguisti di Forodrim |
Il Khuzdul, il linguaggio dei nani, è per motivi naturali difficile da analizzare, dal momento che esso viene utilizzato in modo molto parsimonioso e non compare mai bene al di fuori delle relazioni interne dei nani. Il Vala Aule realizzò il linguaggio contemporaneamente alla creazione dei nani ed egli lo fece aspro e rigido proprio come i suoi oratori. Questa durezza del linguaggio è presumibilmente anche un motivo dovuto al fatto che il linguaggio è rimasto praticamente immutato dalla sua creazione (esso viene utilizzato soprattutto in ambito ritualistico e uso arcaico). Questo comporta anche che non si trovi alcuna variante dialettale nel linguaggio: i nani comprendono un altro anche se questi viene da aree geografiche completamente diverse -- sempre che essi parlino tra di loro in khuzdul.
Il Khuzdul ha le classiche cinque vocali a, e, i, o, u. Queste si trovano in varianti brevi e lunghe, e queste ultime si scrivono con l'apposizione del circonflesso (^). La pronuncia delle vocali dovrebbe avvenire nello stesso modo del linguaggio degli elfi e degli uomini, ma, in una nota alle rune di Daeron, Tolkien implica che essa anticipi lariduzione del le vocali a mezza lingua . Questa è una somiglianza, tra le altre cose, con l'ebraico, col quale il khuzdul del resto mostra molte altre somiglianze (vedere più sotto alla voce struttura ). Queste vocali a mezza lingua non dovevano essere scritte, ma solo sentite in determinati casi tra due consonanti che apparentemente si collocavano vicine. L'ebraico ha parecchie regole meticolose su quando queste vocali siano pronunciate e quando esse siano afone, ma esse vengono scritte in ogni caso (col simbolo chiamato scehwá, e rappresentato da due punti verticali posti sotto alla precedente consonante). Una parola che inizia con una vocale si pronuncia probabilmente con un alquanto forte colpo di glottide -- riguardo a questa supposizione, vedere più sotto alla voce struttura.
Le consonanti sono anch'esse in teoria le stesse che negli altri linguaggi, e anche la pronucia di esse, con una eccezione: i gruppi di consonanti che sono seguiti da h non si pronunciano fricativi, come nel linguaggio degli elfi, ma aspirati. th, kh e probabilmente anche ph (non si trova nessun esempio) sono senza dubbio un forema completamente diverso rispetto a t, k e p , ma vengono pronunciati uniti e con una udibile espirazione. (cfr. lathund, backhoppning, gaphals). Di conseguenza, preferisco la tipografizzazione th, kh e ph per evitare possibili confusioni. Tuttavia si trova la combinazione gh , che dovrebbe essere stato un fricativo (prounciato velato).
Per quanto riguarda l'accento acuto delle sillabe, non si trova molto al riguardo, ma se si vuole fare un confronto col linguaggio semitico, questo lascia l'accento molto spesso sull'ultima sillaba. Questo dovrebbe essere valido anche per il khuzdul, con l'esclusione di un determinato gruppo di sostantivi che in forma basilare hanno una vocale lunga sulla prima sillaba e una vocale breve sulla seconda (la cosiddetta 2ª declinazione). Qui si lascia più logicamente accentare la prima sillaba, e quei sostantivi potrebbero allora assomigliare nella pronuncia al tipo sostantivale segholater dell'ebraico, che ha due e (ebraico seghól) nelle due sillabe, la prima accentata.
Il Kh uzdul, come visto, assomiglia ai linguaggi semitico sotto molti aspetti, e qui io ho voluto considerare quello che torna utile per completare la mia analisi analogica con l'aiuto, tra le altre cose, dell'ebraico. Per cominciare con ordine (per lo meno i sostantivi -- le altre parole sono difficilmente ordinate nella seguente descrizione del materiale esistente) nel khuzdul si costruisce analogamente ai verbi ebraici, ossia i gruppi consistono meramente di tre (o due) consonanti unite alle vocali per comporre un vocabolo. Queste consonanti sono chiamate radicali, e hanno lo stesso significato delle parole di significato analogo. Un esempio di ciò è dato dai radicali che denotano le cose che hanno a che fare coi nani: Kh-Z-D. Questo gruppo ci viene mostrato nei seguenti vocaboli attestati khazâd, Khazad-dûm e khuzdul (probabilmente anche nel toponimo Nulukkhizdîn ). Le parole sono definite interamente all'inizio dopo le vocali ed eventualmente i suffissi/sillabe finali vengono messi in mezzo, dopo, o prima dei gruppi radicali.
Ho detto in precedenza che la mia analisi agli elementi viene condotta facendo un confronto col linguagio semitico, ed ora analizzerò le più importanti somiglianze (attestate ed ipotetiche) tra il khuzdul e il linguaggio semitico, in parte per dare qualche autorevolezza al mio metodo nella ricostruzione dei paradigmi sostantivali nel khuzdul, e in parte per dichiarare come uno possa interpretare i paradigmi.
[Qui si perde la possibilità di riprodurre i caratteri fonetici; di conseguenza si applica lo standard SAMPA, Speech Assessment Methods Phonetic Alphabet, dove gli schewá pronuciati sono trascritti @].
In ebraico si scrivono prima solo le consonanti, e poi gradualmente si incomincia a fare uso di caratteri vocali. Diventa una regola per tutte le consonanti eccetto le vocali finali (ma a volte anche queste) che queste siano seguite da un carattere vocale. Spesso si pronunciano le vocali con qualità piena, ma in determinate posizoni vengono ridotte. I gradi più lunghi di riduzione sono gli "schewá", che equivalgono a una debole vocale a mezza lingua, scritta foneticamente @. A volte vengono pronunciati, a volte no. Nel khuzdul, forse, si possono pronunciare oppure no, o si trovano probabilmente sotto forma di rimanenze. Una probabile prova di questa teoria è la parola Barazinbar, "Cornorosso". I radicali in questo vocabolo sono dichiarati essere M-B-R in forma radicale, ma in questa concatenazione la vicinanza di M e B dovrebbe mutare e dare N e B. Questo suggerisce che ci sia stato un breve suono vocalico in mezzo alle consonanti, allora M e B facilitano la pronuncia di una vocale a mezza lingua posta in mezzo a loro due. *in@bar è lenito per la pronuncia in *im@bar.
Ho identificato diversi sostantivi inflessi nel kh uzdul, e da questi esempi ho ricostruito cinque ipotetiche ed analogiche declinazioni. Nei seguenti cinque esempi analizzo ogni declinazione utilizzando i simboli radicali, ossia scrivendovi le cifre al posto dei radicali (p.e.1 â 2 a 3). Dopo ogni forma ho indicato uno o più esempi reali o ipotetici sulla forma, dove "ipotetico" significa "fondato sulla logica". Però, nel khuzdul questa logica dovrebbe essere appropriata, desunta come dovrebbero essere gli intendimenti del maestro sulla struttura e regolamentazione: Aule.
| sing. ass. | 1 u 2 3 | es. rûkhs (orco), *khuzd (nano) |
| plur. ass. | 1 a 2 â 3 | es. rakhâs (orchi), khazâd (nani) |
| sing. costr. | 1 u 2 3 u | es. bundu ("head of", testa di qualcosa). [Probabilmente prende la seconda u dal cosiddetto caso oggettivo del suffisso genitivo; vedere Affisso, -u] |
| plur. costr. | 1 u 2 u 3 | es. nuluk ("? of", di qualcosa ?) |
L'esempio è stato preso dal materiale esistente. I due ultimi esempi sono in realtà ricavati dai vocaboli: Bundushathûr ("testa della nuvola") e Nulukkhizidîn (?, "Nargothrond" (probabilmente tradotto "Piccoli nani?")).
| sing. ass. | 1 â 2 a 3 | es. zâram (navale),
nâla' (via, corsa(?)) [corretto da me con glottale come 3° radicale.] |
| plur. ass. | 1 a 2 û 3 | es. shathûr (nuvole) |
| sing. costr. | 1 a 2 a 3 | es. *zabad (signore 'di qualcosa' -- vedere più sotto alla voce Affisso, u-, nel caso sia questa parola) |
| plur. costr. | 1 a 2 u 3 | es. baruk (asce ' di qualcuno') |
In questa declinazione non si trova nessun esempio attestato di singolare costrutto, ma risulta più naturale abbreviare la vocale lunga (cfr. la forma plurale).
| sing. ass. | 1 â 2 | es. 'ân (fiume (?), da
Gabilân, "Sirion") [corretto da me con glottale come 1° radicale.] |
| plur. ass. | 1 û 2 | es. dûm (salar),
'ûl (åar) [corretto da me con glottale come 1° radicale.] |
| sing. costr. | 1 a 2 | es. *dam (ngts sala) |
| plur. costr. | 1 u 2 | es. *dum (ngts sale) |
Non si trovano affatto forme di costrutto attestate, perciò ho ritenuto che venga seguito quanto s'è visto per il plurale della 2ª declinazione e semplicemente abbrevi una vocale lunga.
| sing. ass. | 1 i 2 a 3 | es. bizar (valle) |
| plur. ass. | 1 i 2 3 în | es. khizdîn ((piccoli?)nani) [alternativam. vedere sotto Affisso, -ûn] |
| sing. costr. | 1 i 2 3 i | es. 'igli (linguaggio 'di qualcuno') [corretto da me con glottale come 1° radicale.] |
| plur. costr. | 1 i 2 3 in | es. *khizdin (di alcuni piccoli nani?) |
Il plur. contr. non è esemplificato, ma anche in questo caso ho analogicamente abbreviato la vocale lunga. Per quanto riguarda il sing. costr., la terminazione -i potrebbe essere la stessa trovata in Barazinbar (vedere sotto Aggettivo), con riferimento alla parola iglishmêk, e la riduzione della seconda è seguita dalla prima vocale in entrambi i casi. Tuttavia si trovano così tante diversità tra le parole (rispettivam. 1 a 2 a 3 i e 1 i 2 3 i; rispettivam. corta a e lunga ê ; ecc.) che uno deve essere cauto nel trarre le conclusioni.
| sing. ass. o. costr. | 1 i 2 i 3 alternativam. 1 e 2 e 3 | es. kibil (argento-il metallo), kheled (vetro) |
| plur. ass. o. costr. | -assente- |
Questo è uno speciale gruppo di sostantivi che si pensa qualifichi diversi tipi di materiale, dal momento che non si trova alcuna (attestata) forma plurale. Per forma ed aspetto queste parole possono essere confrontate col cosiddetto segholater ("seghól" = e ebraica), che anch'esso tende a dare connotazioni di tipo qualitativo, ma non specificatamante di tipo materiale (es. "mélek" = "re"). Però, in forma basilare questa ha sempre l'aspetto 1 e 2 e 3 , mentre il khuzdul sembra poter variare tra e ed i come vocale; tuttavia all'interno del medesimo vocabolo khuzdul le due vocali devono essere o solo e o solo i , non entrambe.
Nel kh uzdul è possibile che il significato del vocabolo, e forse anche parte della parola, si modifichi oltre che variando le vocali, anche con l'aiuto del suffisso e prefisso. La maggior parte degli affissi si aggancia sulla forma suffissa di speciali sostantivi, 1 a 2 3 / 1 u 2 3 (vedere sopra, Forma suffissa), ma si trovano anche molti affissi indipendenti che sono quasi/vicino per osservare che egna vocabolo, o per lo meno che interamente produttivi affissi / suffissi .
Qui sotto ho creato un elenco in ordine alfabetico degli affissi per i quali ho trovato esempi.
L'aggettivovsembra essere caratterizzato da una i prima (o dopo) il 3ª radicale. L'esempio che si trova è gabil ("grande"), gamil ("anziano"?), sigin ("lungo", pl.) e baraz(i), ("rosso"). (Curioso: oltre alla somiglianza tra i vocaboli gamil e "gammal (svedese: anziano)" uno può guardare al vocabolo "grande", gabil, che nel corpus è citato proprio assieme al vocabolo per "fortezza", gathol -- un vocabolo che quasi è identico al vocabolo ebraico per "grande", "gadhol".) Si trova anche un vocabolo per "colore agenteo", ma è dubbio se esso sia zirak o zigil -- toponimo zirak-zigil ("vetta argentea") cambiato più tardi da Tolkien da "argentea - vetta" a "vetta - argentea". La seconda interpretazione la considero come quella più probabile, così zirak diventa il sostantivo e si adatta a quanto mostrato nella nella 4ª declinazione. Zigil diventa quindi un aggettivo e si adatta all'attestato sigin. Che questi due aggettivi si traducano rispettivamente col singolare e plurale si spiega probabilmente col fatto che nel khuzdul l'aggettivo non cambia genere.
I due colori che si trovano attestati, baraz(i), "rosso" e zigil , "argenteo" mostrano qualche debole somiglianza, vale a dire che le loro due rispettive vocali sono le stesse (rispettivamente a - a e i - i ), ma ciò nonostante questa è una somiglianza anche con altri aggetivi attestati (oltre a sigin). Si potrebbe fare confusione con un tipo di aggettivo segholat (vedere Sostantivo , 5ª declinazione), e precisamente col sostantivo che indica la qualità del vocabolo indeclinabile (rispettivamente il colore del materiale). Tuttavia i si comporta come fosse nella costruzione aggettivale; anche un vocabolo di colore come baraz con anche un'altra vocale i completa con una i più ultima, e questa i può avere lo stesso effetto della congiunzione u- (vedere sopra, Affisso): una corta susseguente vocale si riduce a un inudibile schewá (*Barazimibar (*mibar è un ipotetico sostantivo della 4ª declinazione) > *Barazimbar > barazinbar; ang. dissimilazione mb > nb, vedere sopra, struttura). Tuttavia uno può prendere in osservazione la possibilità che il rör sig om en metates: Baraz *mibar > *Barazimbar ecc. Potrebbe in questo caso essere valido anche il vocabolo 'iglishmêk; il vocabolo *'igal (4ª decl.) e *shemek (5ª decl.) potrebbe con l'aiuto del costrutto essere posto assieme: *'igl *shemek (sing. costr. della 4ª decl. può quindi vedere come 1 i 2 3 e non 1 i 2 3 i) e dopo un metates essere *'igleshmek. Qui può allora di altri motivi la prima e può essere i, e la seconda e può essere allungata a ê: 'iglishmêk . Questo è tuttavia una supposizione.
Tutto ha fino ad adesso valido aggettivo in posizione attributiva, dal moento che l'esempio per l'aggettivo predicativo richiede sentenze intermaente preservate, qualche che a mala pena si trova le corpus del khuzdul. Tuttavia nessun insegnante ha trovato alcun vocabolo per "è" così anche il khuzdul avrebbe fatto alcuna distinzione tra aggettivo attributivo e predicativo, perchè tutti possono distinguere tra una frase come "la lunga barba" e "la barba è lunga". Probabilmente in costruzione aggettivale predicativa si può avere usato synbarligen più produttivo suffisso aggettivale -ul (vedere sopra, Affisso).
Il verbo, che spesso occupa la maggior parte dello spazio nella grammatica, occupa in questa trattazione non più di dodici righe. Il motivo è da imputare al pochissimo materiale attestato che si trova, a cominciare da una completa proposizione. Tutto quello che si trova sono tre verbi attestati, dove due sono in principio stessi o per lo meno di stessa origine. Il vocabolo è felek ("scavare nella poetra"), felak ("che fa uso di piccozza, un felak") e gunud ("scavare gallerie"). Ma ad eslusione di felak sono verbi che hanno vocali uguali, e si potrebbe trarre la conclusione di om fler belägg fanns, ma ora è difficile, non meno che non si trova molte altre forme attestate dello stesso verbo. Al contrario uno può guardare al vocabolo felak, che conseguentemente è parzialmente un sostantivo ("una sorta di piccozza") e parte un verbo ("che fa uso di felak"). La radice F-L-K è evidentemente la stessa di felek , e la forma sostantivale può essere utilizzata anche come verbo ed essere interpretata come verbo in base al contesto e senso della frase (il vocabolo seguente?). I limiti stabiliti tra le classi di vocaboli rendono il kh uzdul un linguaggio molto semplice e funzionale che è valido proposizioni verbali, nessuno che è possibilmente immaginato con idea su come e in quale direione esso sia disegnato.
Quello che è stato qui presentato sono è in larga parte teorie ipotetiche o congetture logiche; ma mi reputo tuttavia capace di formulare congetture piuttosto qualificate, grazie all'esperienza nella costruzione di linguaggi e fondamentali studi universitari della bibbia ebraica. Nel comito di trovare attestazioni, ho ricevuto grande aiuto dall'articolo di Helge Fauskangers sul khuzdul sul suo sito web Ardalambion , e per quanto riguarda le altre forme e revisioni sono in grande debito con Gildir, Per Lindberg, maestro della gilda linguistica Mellonath Daeron.
Se si trovano altri punti di visita rispetto alla mia analisi, sono molto disposto a prenderli in considerazione!
Lindir, Magnus Åberg
Elenco alfabetico sulle parole attestate che ho utilizzato nell'analisi, e riferimenti a ciascuna delle attestazioni trovate.
aglâb - (detto) linguaggio [War of the Jewels,
p. 395]
ân - fiume(?) (da
Gabilân ) [War of the Jewels, p. 336]
Azaghâl - guerriero(?) (nome del signore di
Belegost) [Silmarillion, cap. 20]
Barazinbar
- Cornorosso (una delle cime sopra Moria) [Il Signore degli Anelli, Libro
II, cap. 3]
Baruk khazâd - asce dei Nani (grido
di battaglia dei nani) [Appendice F]
bizar - valle (da Azanulbizar) [Return of
the Shadow, p. 466]
Bundushathûr
- Testanuvola (una delle cime sopra Moria) [Il Signore degli Anelli, Libro II,
cap. 3]
dûm - salar (fr.
Khazad-dûm) [Il Signore degli Anelli, Libro II,
cap. 3]
felek - spaccatura nella pietra [Peoples of
Middle-Earth, p. 352]
felak - 1 un tipo
di zappa; 2 fare uso di 1 [Peoples of
Middle-Earth, p. 352]
Felakgundu - scavatore di grotte (soprannome
nanesco di Finrod) [Peoples of Middle-Earth, p. 352]
gabil - grande (da Gabilân,
Gabilgathol) [War of the Jewels, p. 336;
Silmarillion, cap. 10; The Lost Road, p. 274]
Gabilân - grande fiume(?), (Sirion) [War of the
Jewels, p. 336]
Gabilgathol - Grande
fortezza, (Belegost) [Silmarillion, cap. 10; The Lost Road, p.
274]
Gamil - anziano(?), (fr. Gamil
Zirak) [Unfinished Tales, p. 76]
gathol - fortezza(fr.
Gabilgathol) [Silmarillion, cap. 10; The
Lost Road, p. 274]
gundu - sala sotterranea
(plausibilmente col suffisso) [Peoples of Middle-Earth, p. 352]
gunud - scavare gallerie [Peoples of Middle-Earth, p.
352]
iglishmêk - un segno linguistico dei
nani [War of the Jewels, p. 395]
Khazâd - Nani [Appendice F]
Khazad-dûm - Sale dei
Nani [Sagan om Ringen, libro II, cap. 3]
Khazâd
ai-mênu
- i nani [sono] sopra di voi (grido di battaglia
dei nani) [Appendice F]
kheled - vetro (da
Kheled-zâram) [Silmarillion, Appendice, uppslag
khelek-]
kibil - argento (metallo) [The Treason
of Isengard, p. 174; Il Signore degli Anelli, libro II, cap. 3]
Mazarbul - che sente le documentazioni [Il Signore
degli Anelli, libro II, cap. 5]
M-B-R - (radice
per) corno [The Treason of Isengard, p. 174]
nâla - corso(?)(-del fiume) [The Treason of Isengard,
p. 174]
Nargûn - terra nera (Mordor) [Return
of the Shadow, p. 466]
N-R-G -
(radice per) nero [Return of the Shadow, p. 466]
Nulukkhizdîn - (Nargothrond) [War of
the Jewels, p. 180]
Rakhâs -
Orchi [War of the Jewels, p. 391]
Rukhs - Orco [War of the Jewels, p. 391]
shathûr - nuvoloso (da
Bundushathûr) [Il Signore degli Anelli, libro
II, kap. 3]
sigin - alto (fr.
Sigin-tarâg) [Peoples of Middle-Earth p. 321]
Tharkûn - Uomo-verga (Gandalf) [Le
Due Torri, libro II, cap 5]
ûl -
åar (fr. Azanulbizar) [Return of the Shadow, p.
466]
uzbad - signore (plausibile costrutto con prefisso)
[Il Signore degli Anelli, libro II, cap. 4]
zâram - navale [Return of the Shadow, p. 466]
zigil - argenteo (alternativamente vetta) [The Treason
of Isengard, p. 174, 175]
zirak - vetta (alternativamente
argenteo) [The Treason of Isengard, p. 174, 175]
Zirak-zigil - vetta argentata (una delle vette sopra
Moria) [Il Signore degli Anelli, libro II, cap. 3]
| Traduzione dell'originale ad opera di Paolo Astorri. Ultimo aggiornamento della traduzione: 24 Maggio 2003. La versione originale di questo documento è in linea dal 9 Maggio 2000. Ultimo aggiornamento 9 Maggio 2000 ad opera di Elros, Måns Björkman. |