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Plurali Sindarin Attestati

Compilato da Beregond, Anders Stenström, per Mellonath Daeron

con il ringraziamento ai membri della gilda, in particolar modo Findegil, Erestor e Vidumavi,
ed altri studiosi di Elfico,
delle cui osservazioni ed idee il compilatore ha tenuto conto.


Indice

Introduzione

Forme Plurali Attestate

  1. Plurali formati da modificazioni delle vocali
    1. Plurali con singolari noti o derivabili
      1. Plurali di Monosillabi, ordinati in base alla vocale nel singolare:
        E A O U
        Í É Ú
        EI AI UI
        AU
      2. Plurali di Bisillabi, ordinati in base alla vocale nel singolare:
        -I -E -A -O -UI
        I- I-E I-A I-O I-UI
        Í- Í-E Í-A
        EI- EI-E
        E- E-E E-A E-O
        AE- AE-E
        A- A-E A-A A-O A-UI
        O- O-E O-A O-O
        Ó- Ó-E
      3. Plurali di Polisillabi
    2. Plurali con Singolari Incerti
  2. Plurali con -in

Appendice: Note su Forme Problematiche


Introduzione

Intenti e Propositi

La seguente tabella, almeno nelle intenzioni, elenca ogni forma nominativa plurale Sindarin che sia attestata. Questo significa:

Forme Attestate:
Per i plurali che sono semplicemente attestati come basi nei composti, o in forme mutate, vengono derivate le forme semplici non mutate. In questo modo una derivazione è marcata dall'anteposizione di un asterisco. I plurali che nelle forme scritte con un trattino sono attestati senza mutazione (come my^l in Bar-in-My^l) vengono citati senza asterischi.

Quando un plurale è attestato come base di un composto, come *tain attestato in celerdain, il composto stesso è di solito anche la forma plurale e viene incluso nella tabella (ma esistono casi come Lebennin, 'Cinque-acque', dove il composto è un nome singolare, nonostante la base sia plurale). In un paio di casi, dove in un plurale composto la forma singolare della base risulta problematica, viene elencato solo il composto: en-feng (è la forma plurale semplice di *feng oppure di *faing?), lech-hind ('degli occhi di fuoco': dovrebbe esistere nel Sindarin standard un aggettivo 'occhiuto'?). Dal momento che la parola semplice pen sopravvisse solo come un pronome enclitico (QE B Sindarin 1:2), celbin &c. non vengono considerati come attestazioni di un plurale *pin (i pronomi singolari in genere non hanno plurali morfologici: p.e. non esiste il pronome **somebodies nell'Inglese standard).

Un plurale come emyn che ricorre in molte combinazioni (Emyn Beraid, Emyn Muil, Emyn Arnen) è anche l'unica forma attestata.

Sindarin:
In un precedente stadio dello sviluppo di questo linguaggio da parte di J.R.R. Tolkien, esso si chiamava "Noldorin" ed era ideato come la lingua ereditaria dei Noldor, differente dal linguaggio Ilkorin parlato degli Elfi del Doriath. Il nome "Sindarin" segna una nuova concezione, nella quale questo linguaggio diventa la lingua ereditaria degli Elfi del Doriath e dei loro consanguinei, adottata successivamente dai Noldor nel Beleriand.

Quando venne scritta la maggior parte de Il Signore degli Anelli, il linguaggio si chiamava Noldorin. La nuova concezione entrò negli "Annali Grigi" (vedere WJ 1 GA [testo] "Excursus sulla lingue del Beleriand"), durante il periodo di lavoro del 1950-51, e venne quindi introdotto nelle revisioni delle Appendici de Il Signore degli Anelli prima della pubblicazione di quest'opera.

Nonstante le modifiche interne al linguaggio dall'inizio della stesura de il Signore degli Anelli fino alla sua pubblicazione non siano state drastiche, i due linguaggi sono distinguibili, e sembrano avere differenze nella formazione dei plurali. Il Noldorin descritto nelle "Etimologie" viene perciò qui trattato tecnicamente come un linguaggio diverso dal Sindarin, ma talvolta le fome Noldorin sono citate a sostegno di alcuni costrutti. In assenza di una dettagliata analisi di quando nel processo vennero ufficializzati i successivi modelli, il cambio di nome da "Noldorin" a "Sindarin" viene qui utilizzato per delimitare la forma più recente del linguaggio dal materiale più antico, potenzialmente discordante.

I plurali elfici contenuti ne Il Signore degli Anelli, La Via Prosegue Senza Fine e nella "Guida ai Nomi del Signore degli Anelli" sono perciò accettati per definizione. Il criterio 'attestato negli "Annali Girigi" o più tardi' significa che le altre fonti principali si trovano in Unfinished Tales (Racconti Incompiuti), Morgoth's Ring, The War of the Jewels e in The Peoples of Middle-earth. Christopher Tolkien nel Sauron Defeated (1 XI Secondo:75-78) punta a dimostrare che la seconda versione dell'Epilogo del Signore degli Anelli è più recente rispetto alla lettera al Sindaco (L 131), attribuita alla fine del 1951: in base a questo criterio, la tradizionale inclusione de "La Lettera del Re" nel corpus Sindarin può così essere giustamente mantenuta.

Dal momento che il testo de Il Silmarillion è cornologicamente eterogeneo, la prudenza impone che l'attestazione debba sempre essere cercata in altre fonti. Vengono incluse solo due parole ricavate dall'appendice filologica realizzata da Christopher Tolkien per Il Silmarillion (cebir e morchaint) e questo perchè esse sono chiaramente correlate alle parole Sindarin de Il Signore degli Anelli.

Persino così, tutte le forme che appaiono in questa tabella non fanno parte di un sistema definitivo e perfettamente valido, come risulata evidente per esempio nel commento ad echil (sotto la voce "Plurali con Singolari Incerti").

Nominativo:
Gli aggettivi e i sostantivi appaiono nelle forme plurali attraverso il medesimo esmpio, e non sono distinti nella tabella.

I pronomi plurali non sono in generale plurali morfologici: il termine inglese we (noi) non è la forma plurale di I (io), e non esiste alcuna controparte di few (pochi). I pronomi personali plurali Sindarin ammen e hain non vengono riportati nella tabella, ma hin / hîn e *pain, che possono essere classificati come pronomi trovati in uso aggettivale, sono elencati sotto "Plurali con Singolari Incerti", dal momento che essi concordano in forma con i modelli di nominativo plurale.

Plurali:
Il termine deve essere inteso in senso stretto, non includendo il significato di 'collettivo' (ossia formazioni plurali 'di gruppo' o 'generiche') come Crissaegrim, Glamhoth ed Argonath, anche se gli aggettivi subordinati prendono, o possono prendere, una forma plurale (come in Pinnath Gelin).

Non è chiaro che tipo di significato plurale sia espresso dalla desinenza finale -(i)on che ricorre in una manciata di forme come Nanduhirion; questo problema viene trattato in una nota posta nelle appendici al documento.

Mellonath Daeron sarà grato di essere avvisato di qualsiasi forma che cada all'interno di questi confini che potrebbe essere sfuggita al compilatore.

Lo scopo della tabella e delle note d'accompagnamento è quello di presentare il materiale e i problemi di identificazione e costruzione. E' in progetto, in un documento separato, una discussione su quali regole per la formazione del plurale possono essere dedotte dal materiale.

Dal momento che le forme plurali sono l'obbiettivo principale, il plurale viene citato per primo quando un lessema è citato in entrambe le forme (come "edain : adan"). Le due tabelle principali, tuttavia, sono organizzate in base alle vocali delle forme singolari, e per ciascun lessema mostrano il/i plurale/i in carattere grassetto sotto al singolare.

I riferimenti e le annotazioni richiedono che il lettore abbia una buona familiarità con la filologia elfica e che necessiti solo di brevi richami.. (Per esempio, il plurale*sîr è detto essere contenuto in Ossir: il lettore deve ricordarsi il motivo di tale citazione(oppure deve andare a guardare i riferimenti e capire il suggerimento), deve quindi capire l'importanza della successiva annotazione "cfr. Lebennin", e valutare la credibilità della costruzione.)

Rifereimenti

Per ciascuna forma plurale o singolare attestata viene dato un solo riferimento. Nella maggior parte dei casi il riferimento specifica uno solo dei libri pubblicati di Tolkien. Questo significa che la parola elencata, o una combinazione che inzia con la parola elencata, può essere osservata nell'indice di quell'opera (o in uno degli indici, o in un'appendice o in un'integrazione ad un indice, a seconda del caso).

Vengono utilizzate le seguenti abbreviazioni. (I titoli delle operre sono collegati alle descrizioni date in A Chronological Bibliography of the Writings of J.R.R. Tolkien di Åke Bertenstam)

LR The Lord of the Rings
R The Road Goes Ever On
GN "Guide to the Names in The Lord of the Rings"
S The Silmarillion
UT Unfinished Tales
L Letters of J.R.R. Tolkien
LRW The Lost Road and Other Writings
TI The Treason of Isengard
WR The War of the Ring
SD Sauron Defeated
MR Morgoth's Ring
WJ The War of the Jewels
PM The Peoples of Middle-earth

Se la forma non è indicizzata, il riferimento è integrato da uno o più dei seguenti:

  1. una forma indicizzata che contiene la forma elencata, come "Emyn Duir" nel riferimento per duir;
  2. una frase del tipo "Nell'indice s.v. (sotto la voce) Naugrim" nel riferimento per naug, quando una parola è indicizzata sotto un'altra parola;
  3. una frase del tipo "In Ivonwin" nel riferimento per *gwin, quando una parola è attestata solo in un composto o in una forma mutata;
  4. un riferimento strutturale ad un passo nel testo, come "App.E II Cirth:1" nel riferimento per cirth, quando l'indice non serve. (Un'altra pagina sui riferimenti strutturali descrive questo formato di riferimento.)

Dove vengono costruiti singolari non attestati, i riferimenti alle forme che permettono la costruzione vengono riportati nelle note a piè di pagina.

Un cospicuo numero di plurali può essere reperito nel testo "Quendi ed Eldar" ("Essekenta Eldarinwa") in The War of the Jewels (La Guerra dei Gioielli); questi sono marcati 'QE' piuttosto che'WJ'. Dove sia il plurale che il singolare sono riportati solamente con 'QE', questo significa che una oppure l'altra delle forme si trova nell'indice di The War of the Jewels (La Guerra dei Gioielli). Se nessuna di esse dovesse apparire nell'indice, viene dato un ulteriore riferimento solo per il plurale, dal momento che le due forme sono in tutto simili a casi analoghi trovati uniti assieme.

Quando una forma nelle "Etimologie" in The Lost Road and Other Writings (Il Sentiero Perduto ed Altri Racconti) è citata per un confronto, il riferimento è riportato come "Etym.", oltre alla relativa radice.

An Introduction to Elvish (Un'introduzione all'Elfico), nominata in un paio di passi, si riferisce a: Jim Allan, ed., An Introduction to Elvish .. . . (Hayes, Middlesex: Bran's Head, 1978).

Caratteri Diacritici

Molti accenti e altri segni diacritici possono essere resi anche in HTML. Per alcuni, tuttavia, ciò non è possibile. Tra questi ci sono il segno di vocale lunga ( ¯ ), il circonflesso ( ^ ) se posto sopra Y oppure y, ed alche il circonflesso ( ~ ) se posto sopra qualsiasi altro carattere che non sia A, a, N, n, O oppure o. In conformità allo standard del Mellonath Daeron (descritto nella pagina Sui segni diacritici riportato sul portale della gilda) il segno di vocale lunga viene scritto come un segno verticale dopo la vocale cui si riferisce, ed un circonflesso o tilde appartenente ad un carattere 'impossibile' viene posto dopo quel carattere. Esempi: THO|N-, my^l.


Forme Plurali Attestate

I. PLURALI FORMATI TRAMITE MODIFICAZIONI DELLE VOCALI

A. PLURALI CON SINGOLARI NOTI O DERIVABILI

a. Plurali di Monosillabi
 
E A O U
 
certh
(LR App.E II Cirth:1)
cirth
(LR App.E II Cirth:1)

*gwen .2
(LR; in Arwen)
*gwin .3
(PM; in Ivonwin)


-el
(QE)
-il .5
(QE B
Sindarin 2:2)


nen
(LR)
nîn .6
(UT)

bar
(UT)
*bair .1
(SD; in Hîr iMbair
Annui, nell'indice s.v.
Aragorn)

*cant .4
*caint
(in morchaint;
S App., gwath, wath)


alph
(LR App.E I
Consonanti, PH)
eilph
(UT 2 IV
App.D:11, nota a piè
di pag.)


narn
(MR)
nern
(MR)


ras
(UT)
*rais
(LR; in Ered Nimrais)


*tal .7
(WJ; in Idril
Celebrindal)
*tail .8
(QE; in tad-dail)


*tan .9
(LR; in Círdan)
*tain .10
(LR; in Rath
Celerdain)

orch
(LR App.F Other:3)
yrch
(LR)

orn
(L 347:7, nota a piè
di pag.)

*yrn
(LR; in mellyrn)

gurth
(UT 1 I §116)
gyrth
(L 332:1)
Í É
 
 
Ú
sîr
(UT)
*sîr .11
(in Ossir; LR 3
IV:74)
têw
(QE)
tîw
(QE App.D:20)

hên
(QE)
hîn
(QE Lingua dei
Valar:61 (gloss
su Atan))

 
 
dûr
(LR; Barad-dûr)
duir
(UT; Emyn Duir)
 
EI AI
 
UI
 
feir
(QE)
fîr
(QE)
cair
(LR)
*cîr .12
(LR; in Pelargir)
 
*luin
(LR; in Mindolluin)
luin
(LR; Ered Luin
(sulla mappa))

*muil .13
muil .14
(LR; Emyn Muil)

 
 
AU
 
 
 
 
naug
(WJ; nell'indice
s.v. Naugrim)
noeg .15
(WJ; Nibin-noeg)
 
 

1. Per la correlazione tra i significati di 'terra' e 'casa' (come , p.e., in Bar-en-Danwedh) vedere Etym. MBAR- ('abitare, risiedere'), e cfr. Q ambar, ed anche -mar per esempio in Eldamar 'Dimora Elfica'.

2. Riguardo a gw- vedere la nota del testo. Con S *gwen cfr. N gwend, gwenn, Ilk. gwen (Etym. WEN-, WENED-).

3. Una W iniziale è regolarmente volta in GW nei vocaboli Sindarin semplici e non modificati, e la GW iniziale è volta a W nelle composizioni e lenizioni (per esempio, quando il secondo elemento in Elwing venne preso come Sindarin la sua forma semplice viene data come gwing; PM XII, nota 24).

4. Cfr. echant (LR 2 IV, ill. (dal §§93-98)); per la connessione vedere Etym. KAT-.

5. Viene specificato che el, plurale il, sopravvisse solamente come elemento finale, di conseguenza la forma è qui riportata come -el ed -il.

6. Nîn-in-Eilph viene tradotto come "Stagni dei Cigni", e nîn potrebbe concepibilmente essere un plurale dell'aggettivo nîn 'bagnato' (GN Places, Wetwang) utilizzato come un sostantivo. Ma cfr. Lebennin.

7. Il vocabolo è citato come tal in S App., ma probabilmente la forma corretta è *tâl (per sapere come era in Noldorin, vedere Etym. TAL-).

8. In levain tad-dail l'assenza di mutazione indica che si tratta di una costruzione (qualitativa) genitiva, 'animali di due piedi'. Il suo singolare dovrebbe essere *lavan tad-dail. Perciò, nonostante la base di tad-dail sia un sostantivo plurale, esso non è di per sè un plurale di (un aggettivo) **tad-dal 'bi-piedi (p.e. animale)', ma una forma composta indeclinabile.

9. Cfr. Etym. TAN-. La vocale nella forma semplice potrebbe essere â (sc. *tân).

10. Riguardo a *t- vedere la precedente nota.

11. Cfr. Lebennin.

12. Questa probabile forma è attestata in una via piuttosto contorta. Pelargir è glossato 'Porto della Flotta Reale' nell'Indice de Il Silmarillion, attestando un plurale *argir 'navi reali'. Il corrispondente singolare dovrebbe essere un composto ar- (cfr. Argonath) + cair; quindi *-cir in Pelargir è un'occorrenza di cair in forma plurale. La quantità di vocali in *cîr è un presupposto.
E', tuttavia, possibile che il singolare di *argir sia *argir, con un dittongo contratto: cfr. la contrazione di cair in Círdan. Se così, *-cir in Pelargir non necessita di alcuna spiegazione sul plurale di cair. (Círdan non può, con tutto il rispetto per Welden in An Introduction to Elvish, essere presunto contenere un plurale di cair; vedere la discussione sui composti nella sottostante "Nota su -(i)on". Inoltre, il nome Noldorin per Cirdan appare nelle "Etimologie" sotto TAN- come "C(e)irdan costruttore navale", mostrando chiaramente una contrazione del Noldorin ceir 'nave', singolare (Etym. KIR-).)

13. Cfr. Dor. muil (Etym. MUY-).

14. L'identificazione di muil come un aggettivo plurale piuttosto che un sostantivo (che potrebbe essere singolare) fa affidamento sulla descrizione che Celeborn compie del luogo, definendolo come "le tetre colline degli Emyn Muil" (LR 2 VIII:49) e l'equivalente inglese Graydon Hills, Grailaws and Hazowland (TI XXIII:17): perciò muil = 'grigio, nero'. Ma si noti che non v'è una traduzione dell'autore. Il Doriathrin muil (si veda la precedente nota) è un sostantivo, 'crepuscolo, ombra, vaghezza'. Inolotre, se muil fosse un aggettivo, ma non se fosse un sostantivo, la lenizione dovrebbe essere regolare, sc. **Emyn Vuil (cfr. Eryn Vorn (UT)). Tuttavia, Tolkien una volta disse: ". . . ; ma grammaticalmente prima dell'attuale tema di verbi, la lieve mutazione era normalmente utilizzata solo nel tardo S., per evitare confusione con altre radici di verbi; e la lieve mutaz. di m > v~ > v non venne spesso utilizzata per il medesimo motivo" (L 347:8). NOTA BENE: Questa è la lettura del testo della lettera; nel testo stampato il non è andato perduto (come attenti lettori possono immaginare), e il secondo punto e virgola è cambiato in una virgola. La proposizione su M > V è perciò separata da quella sulle forme verbali. Cormallen ed Ered Mithrin forniscono esempi di attibuti aggettivali non mutati.

15. Benchè Nibin-noeg sia stato sostituito da Noegyth nibin, noeg presumibilmente rimane la forma plurale corretta di naug.

b. Plurali di Bisillabi
 
I - E I - A I - O I - UI
        
glinnel
(QE)
glinnil
(QE)

lindel
(QE)
lindil
(QE; nell'Indice
s.v. Lindar)


*mithren .2
mithrin
(LR; Ered Mithrin
(sulla mappa))


niben
(QE)
nibin
(QE; nell'Indice
s.v. Nogoth)

nimras
(WJ)
nimrais
(LR; Ered Nimrais)
ithron
(UT; nell'Indice
s.v. Ithryn Luin)
ithryn
(UT)
lithui .1
(R O! Elbereth:16,
nota a piè di
pagina)

lithui
(LR; Ered Lithui)
 
Í - E Í - A
 
 
 
fíreb
(QE)
fírib
(QE)
*mírdan .3
mírdain
(UT;
Gwaith-i-Mírdain)
 
 
 
EI - E
 
 
 
 
eithel
(WJ)
eithil
(WJ)
 
 
 
 
E - E E - A E - O
 
 
ceber
(S App., sarn)
cebir .4
(S App., sarn)

edhel
(QE)
edhil
(QE)


elen
(QE)
elin
(QE)


eledh
(L 211:18)
elidh
(L 211:18)


*remmen .5
*remmin
(LR App.E I
Consonanti:2,
nota a piè di
pagina)


*teler
(PM; in Telerrim,
nell'Indice s.v. Teleri)
telir
(PM; nell'Indice
s.v. Teleri)

eglan
(QE)
eglain
(QE)
mellon
(LR)
mellyn
(QE Nota 19
dell'Autore)
 
 
AE - E
 
 
 
 
laegel
(QE)
laegil
(QE)
 
 
 
 
A - E A - A A - O A - UI
 
calben
(QE)
celbin
(QE)

calen
(L 211:21)
*celin
(LR; in Pinnath
Gelin)


*dangen .7
*dengin
(WJ; in
Haudh-en-Ndengin)


angren
(UT)
engrin
(UT; Ethraid Engrin)


arphen
(QE)
erphin
(QE B Sindarin 1:2)


gwanwel
(QE)
gwenwil
(QE; nell'Indice
s.v. Gwanwen)


gwanwen
(QE)
gwenwin
(QE)


*gwathren .8
*gwethrin
(MR; in Eryd
Wethrin)


lachend
(QE)
lechind
(QE)

barad
(LR)
beraid
(LR App. B Eventi
Successivi, 1452)

adan
(LR 2 I:135)
edain
(LR)


adar
(LR; Iarwain
Ben-adar)
*edair
(in Edenedair;
MR 5 I:20)


*anfang
(WJ; in Anfangrim)
enfeng
(WJ)


aran
(LR 2 IV, ill.
(to §§93-98))
erain
(LR; Fornost Erain)


athrad
(UT)
ethraid
(UT)


lavan
(QE)
levain
(QE)


talan
(LR; nell'Indice s.v.
flet)
telain
(UT; nell'Indice s.v.
talan)

amon
(LR)
emyn
(LR)

annon
(LR 2 IV:113)
ennyn
(LR 2 IV, ill.
(to §§93-98))


mallorn
(LR)
mellyrn
(LR)

*annui .6
annui
(SD; Hîr iMbair
Annui, nell'Indice s.v.
Aragorn)
 
O - E O - A O - O
 
 
morben
(QE)
moerbin
(QE)
morbin
(QE)

rochben
(QE)
rochbin
(QE B Sindarin 1:2)

*morchant .9
morchaint
(S App., gwath,
wath)

*rhovan .10
rhevain
(WJ)

onod
(L 168:5)
ened
(L 168:5)
enyd
(LR App.F Other:1)

orod
(GN Places,
Ashen Mountains)
ered
(LR)
eryd
(GN Luoghi,
Ashen Mountains)


golodh
(QE)
gelydh
(UT;
Annon-in-Gelydh)
goelydh
(QE)


nogoth
(QE)
negyth
(WJ 3 III, nota 9)
noegyth
(QE)


*Rodon .11
Rodyn .12
(LR App.D
Calendari:17)

 
 
Ó - E
 
 
 
 
gódhel
(QE)
gódhil
(QE)

lómen .13
(WJ; Dor-Lómen;
nell'Indice s.v.
Dor-lómin)
lómin
(WJ; Eryd Lómin)


ódhel
(QE)
ódhil
(QE)

 
 
 

1. La parola è presumibilmente citata nella forma singolare, dal momento che è comparata al singolare fanui.

2. In Mithrellas (UT)? Cfr. mith (GN Luoghi, Hoarwell) ed angren (UT), silivren (LR 2 I:169).

3. Cfr. mîr (LR App.E I Consonanti:2, nota a piè di pagina) e *tain : *tan.

4. Vedere anche la sottostante "Nota su Sarn Gebir".

5. Cfr. rem (ibidem) e abonnen (QE).

6. Cfr. Annúminas (LR) e lithui (vedere nota 1).

7. Cfr. N dangen (Etym. NDAK-).

8. Cfr. gwath (UT 2 IV App.D:3) e angren (UT), silivren (LR 2 I:169).

9. Cfr. *caint : *cant.

10. Cfr. Rhovanion (LR Mappa della Terra-di-Mezzo).

11. Cfr. desinenza -on in sostantivi di persona come mellon (LR).

12. Vedere anche la sottostante "Nota su Belain".

13. Dalle Etym. LAM-, i nomi 'Doriathrin Nolodorinizzati' Dor-lómen ed Ered Lómin sono visti contenere un aggettivo lómen 'eccheggiante'. In precedenti testi, la terra era chiamata Dor-lómin (quindi dal significato di 'Terra delle Ombre'), e più tardi la forma Dor-lómen in generale diede ancora via a Dor-lómin. Perciò, sebbene la forma Dor-Lómen in WJ sia utilizzata sulla mappa del Bleleriand e ricorra una sola volta nel testo, questa attestazione di lómen in fonti post-LR è incerta.
In Eryd Lómin, lómin può essere un aggetivo plurale di un sostantivo. In Dor-lómin, lómin può essere un sostantivo o un aggettivo singolare. L'interscambiabilità delle forme rende l'interpretazione incerta. Ma sembra più semplice ritenere che Eryd Lómin, sempre definito come 'Monti Eccheggianti', contenga un aggettivo col singolare lómen. Presumibilmente, un singolare lómin potrebbe anche avere il plurale lómin, ma -en è una comune desinenza aggettivale, e lómen ricorre nel Doriathrin, come notato più sopra.
Per Dor-lómin, vedere alla sottostante voce "Plurali con -in".

c. Plurali di Polisillabi
Plurale Singolare
drúedain
(UT)
drúadan
(UT)
dúnedain
(LR)
dúnadan
(LR)
dúnedhil
(QE)
*dúnedhel
(cfr. edhil : edhel)
eboennin
(QE)
abonnen
(QE)
edenedair
(MR 5 I:20)
*adanadar
(cfr. edain : adan, *edair : adar)
elvellyn
(QE)
*elvellon
(cfr. mellyn : mellon)
ephedyn
(QE)
aphadon
(QE)
galadhremmin
(LR 2 I:169)
*galadhremmen
(cfr. *remmin : *remmen)
Ivonwin
(PM)
*Ivonwen
(cfr. *gwin : *gwen)
lindedhil
(QE; in Index s.v. Lindar)
*lindedhel
(cfr. edhil : edhel)
mínil
(QE)
miniel
(QE)
oerydbin
(QE B Sindarin 1:2)
orodben
(QE B Sindarin 1:2)
peredhil
(LR App.A I (i);6)
*peredhel
(cfr. edhil : edhel)
periain
(R O! Elbereth:18)
perian
(LR)
silevril
(MR; Pennas Silevril)
*silevril
(cfr. N silevril (Etym. SIL-))

B. PLURALI CON SINGOLARI INCERTI

Plurale Singolare
*argir
(LR; in Pelargir)
*argair? *argir? .1
celerdain
(LR; Rath Celerdain)
*calardan?
crebain
(LR)
*craban?, *creban?, *croban?
echil .2
(WJ)
*echil? *achil?
gondraich
(UT Indice, Valle della Carroccia)
*gondrach?
hin / hîn .3
(LR)
*hen? *hin?
loeg
(UT)
*lôg? .4
my^l
(WJ; Bar-in-My^l)
*my^l? .5
*pain
(phain, SD 1 XI Secondo:67)
*pan? *pân?
*raich
(nel soprastante gondraich)
*rach? *râch?
sedryn
(UT; Echad i Sedryn)
*sadron?, *sedron?, *sodron?
tyrn
(LR App.A I (iii):8)
*torn? *turn?

1. Vedere la precedente nota a piè di pagina su *cîr.

2. Come annotato nell'Indice di WJ, l'esistenza di echil sembra negata dalla dichiarazione in QE App.A:5 che "Hildor, dal momento che la radice *KHILI 'seguire' non era in voga nel Sindarin, venne reso con Aphadon, pl. Ephedyn". Ma questo non intacca la certezza di echil come formazione grammaticale plurale.

3. 2 IV, ill. (da §§93-98). Nella trascrizione ai piedi della figura, l'ultima parola è scritta hin, ma la scrittura in tengwar sembra dire hîn.

4. L'Indice di UT cita la traduzione 'Stagni delle ninfee dorate' per Loeg Ningloron. Dal momento cheUT 2 IV App.D:7 riporta < loga come un vocabolo per un terreno paludoso, con una inserzione editoriale che dice che la radice è log-, sembra similmente che loeg sia il plurale di un vocabolo derivato da una variante della stessa radice (*logok-?), oppure un arcaico plurale di .

5. Il nome Ras Mewrim (WJ), un'alternativa a Bar-in-My^l, suggerisce che la vocale etimologica della radice fosse EU oppure IU (il precursore Noldorin di *mew è maew, reperibile nelle Etym. sotto MIW-). La Sindarin Y è detta essere spesso derivata da EU ed IU (LR App.E I Vocali:3): l'esempio che viene citato, l'equivalente Sindarin del Q leuca, è dato come ly^g nella prima edizione, e la seguente perdita del circonflesso potrebbe essere involontaria.

II. PLURALI CON -in

In An Introduction to Elvish, Welden nella sua valutazione dei plurali Sindarin cita Hithaiglin come un plurale con -in. Ma nell'Indice de Il Silmarillion Christopher Tolkien ammette che questa forma (trovata sulla versione della "Mappa della Terra-di-Mezzo" che egli preparò per l'edizione originale de Il Signore degli Anelli) fu un errore per Hithaeglir. (Probabilmente *aeglir è una versione Sindarin del Noldorin oeglir 'regione di picchi montani' (Etym. AYAK-), perciò un singolare.)

Al momento in questo gruppo vengono raggruppati quattro vocaboli:

Plurale Singolare
conin
(LR 6 IV:43)
*conen? caun?
(See PM XI, nota 36, con riferimento ai vocaboli dalla radice KAN.)
drúin
(UT; nell'Indice s.v. Drúath)
drû
(UT; nell'Indice s.v. Drúath)
elin
(R O! Elbereth:5)
êl
(R O! Elbereth:5)
lómin .1
(WJ)
*lóm?
(Cfr. Dor. lóm (Etym. LAM-).)

1. Dor-lómin; Christopher Tolkien lo traduce come 'Terra degli Echi' (LRW App. II, Eredlúmin). Nei vocaboli dalle "Etimologie", lómin può essere il plurale del Doriathrin lóm 'eco'. La più semplice interpretazione sembra essere che questa analisi sia valida anche per l'utilizzo post-LR del nome (forse con 'Doriathrin' scambiato per 'Nord Sindarin').


Appendice: Note sulle Forme Problematiche

NOTE ON -(i)on

In una mezza dozzina di nomi il suffisso -(i)on ha o potrebbe evere significato di plurale:

Caras Galadhon
'Città degli Alberi' (LR)
Dorthonion (LR)
'Terra di Pini' (glossata così nell'Indice dei Racconti Incompiuti: se la glossa venne presa dal pre-Sindarin delle "Etimologie" (voce THO|N-), la significativa citazione di Fangorn de "i pini sulle regioni montuose del Dorthonion" supporta ciò)
Dorwinion
(che cade all'interno del campo del Sindarin come essere un nome aggiunto, presumibilmente su direttiva di Tolkien, sulla Mappa della Terra-di-Mezzo dipinta da Pauline Baynes; cfr. UT 2 IV App.D:3, nota a piè di pagina)
Loeg Ningloron
'Stagni delle ninfee dorate' (UT)
Nanduhirion (LR)
= Nan Duhirion "la valle dei rivi offuscati (tenbrosi)" (GN Luoghi, Dimrill Dale)
Orgilion
'giorno delle Stelle' (LR App.D Calendari:17)

E' utile osservare qui la differenza tra un composto come Edhellond e uno come Arthedain. Come in inglese, un attributo genitivo preposto al sostantivo principale è indeclinabile: Edhellond, come Elfhaven (Elfo-porto), potrebbe significare 'porto dell'elfo' tanto quanto 'porto degli elfi'. Una forma come Arthedain, d'altra parte, è in effetti una frase in genitivo ordinario fusa insieme (in molti casi, come Nanduhirion, una forma non composta è attestata accanto all'unico composto), con l'attributo declinato per numero. Perciò, utilizzando Orgilion come esempio, se gilion non fosse la forma plurale esso dovrebbe essere un singolare con un significato (come 'stella-moltitudine' o 'stelle-volta') che può essere parafrasato con "le Stelle".

In An Introduction to Elvish -ion è preso come un arcaico suffisso genitivo plurale, lo stesso del Quenya -(r/i)on. Questo potrebbe essere semanticamente possibile in tutti i casi (inclusi quelli con -on), ma questa interpretazione sembra rifiutata dalla dichiarazione che in Telerin il genitivo -o (< o| ) "nel plurale non riceve l'addizione di una -n" (QE A *HO Telerin), e che il Sindarin non ha inoltre mai avuto -o| (QE A *HO Sindarin).

Può darsi che un plurale in -(i)on sia un quenyaismo: questo è particolarmente probabile nel caso di Orgilion, considerando che Orgaladhad ed Orbelain sono noti quenyaismi (cfr. sottostante "Nota su Belain"). D'altra parte, Caras Galadhon è detto essere "probabilmente d'origine Silvana, adattato al Sindarin" (LR App.F I Sugli Elfi:1, nota a piè di pagina), forma che a mala pena consente un quenyaismo, sia che -on sia attribuito all'origine o all'adattamento. (Il Dorthonion potrebbe anche mostrare un'influenza Silvana, considerando che nelle "Etimologie" esso era un nome Ilkorin, non Noldorin.)

E' anche possibile che -(i)on sia già un altro suffisso collettivo, derivabile dalla medesima origine dell'accrescitivo -(i)on in aearon e Tirion (vedere R O! Elbereth:9-10). Se fosse così, gilion sarebbe un sinonimo di giliath.

NOTA SU Belain

Nel suo glossario di elementi di nomi elfici posto in appendice a Il Silmarillion, Christopher Tolkien cita "Sindarin Balan, plurale Belain" (s.v. val-). Dal momento che la forma plurale in Noldorin era Belein, Belen (Etym. BAL-), Belain è presumiblimente preso da alcune fonti tardive (a meno che Christopher Tolkien abbia fornito una supposizione per analogia, cosa che dovrebbe essere alquanto sorprendente). Sebbene la forma non ricorra in nessuno dei testi pubblicati, essa è un suono fonologico. Tuttavia, finchè non emergerà una più valida attestazione, esiste una combinazione di elementi che fa esitare nell'accettare Balan e Belain come Sindarin:

  1. Inias Valannor, Noldorin per 'Gli Annali di Valinor', ricorre in tutte e tre le diverse intestazioni del dattiloscritto QS (1937/38); in una di esse venne successivamente modificato a Inias Balannor. Dal momento che l'assenza di mutazione in costruzioni genitive sembra essere una regola stabilita durante la stesura de Il Signore degli Anelli, la correzione probabilmente fa parte delle revisioni apporate al dattiloscritto dopo il completamento de il Signore degli Anelli, sc. nello stadio Sindarin del linguaggio. Il dattiloscritto amanuense LQ 1 realizzato nel 1951/52 dal manoscritto e dattiloscritto QS, al momento non ha un'intitolazione, ma Christopher Tolkien suppone che una esista e che l'intitolazione del successivo (1958) dattiloscritto LQ 2 sia stata copiata da essa: esso riporta Inias Valannor, ma attualmente questa frase Noldorin venne corretta non a Inias Balannor ma a Ínias Dor-Rodyn. Non ci sono altri riscontri di Balan nelle fonti per il Sindarin.
  2. Ne Il Signore degli Anelli il nome del fine settimana dedicato ai Valar è dato come "Orbelain (oppure Rodyn)" (App.D Calendari:17). Tolkien in una lettera commentò a proposito di questo nome che : "Orbelain è certamente un caso di traduzione 'fonologica' (della quale i Noldor erano pienamente capaci), dal momento che Valanya (aggett.) dovrebbe essere una forma più vecchia *Balania| che sarebbe > S. *Belain, ma nessuna forma di questo tipo esiste in S." (L 347:8).
  3. Questa è una smentita della ricorrenza di qualsiasi forma Sindarin Belain, o semplicemente di un aggettivo Sindarin Belain corrispondente a Valanya?

    Perchè ad ogni modo venne fatto il commento ad Orbelain? Questo è posto alla fine di un paragrafo che spiega che ath non è un elemento duale. Tolkien dice che i duali Sindarin " divennero preso obsoleti... [un] caso ricorre in Orgaladhad [dh scritto con un edh] 'Giorni dei Due Alberi', ma dal momento che questi sostantivi S. vennero tutti derivati dai nomi Quenya dei sei giorni della settimana... esso potrebbe essere giusto un tentativo di imitare i duali Q:, come ciriat 'due navi'". Sebbene esista un'unica proposizione che s'interpone tra questa e quella su Orbelain, l'ultima è stata chiaramente aggiunta per rafforzare la precedente. Il pensiero è perciò questo: '-galadhad potrebbe essere un costrutto che imita il Quenya, piuttosto che la forma Sindarin corrente; la realizzzazione di simili costrutti è evidenziata da -belain, dal momento che nessuna forma simile esiste in Sindarin'. Se Orbelain venisse analizzato come un composto di aur con un effettivo sostantivo plurale belain, la supposizione non avrebbe fondamento.

    Ma la proposizione su Orbelain è ingannevole sotto un altro aspetto. Essa sembra sostenere che dal momento che Belain è veramente la controparte fonologica di Valanya, Orbelain dovrebbe essere un caso di traduzione fonologica. Ma le forme unite a Or- negli altri nomi delle festività non sono apparentemente reali o costruite controparti degli aggettivi nominalizzati Elenya, Anarya, &c. (non si ha **Orelenui, **Orenair o simili), piuttosto sono controparti dei corrispondenti sostantivi (eleni, anar, &c). Quindi, se Belain fosse una costruzione, uno potrebbe aspettarsi che costituisca la realizzazione della controparte di Valar, non di Valanya. Dall'apparente equivalenza di Valanya e Belain segue che Orbelain è un possibile caso di traduzione fonologica, ma stando così, esso non sarebbe formato in analogia con gli altri nomi delle festività (fine settimana). A meno che Tolkien fosse confuso, il vero significato al di là della proposizione (frase, periodo) dovrebbe essere del tipo: 'dal momento che il secondo elemento in Orbelain non è una forma naturalmente presente nel Sindarin, ma potrebbe essere la corretta traduzione fonologica di Valanya, e dal momento che non si può trovare nessun'altra minima rielaborazione, una traduzione fonologica è certamente quella che è'. Ciò implica che Belain potrebbe non essere una controparte di Valar costruita etimologicamente, forse perchè non ci sarebbe motivo di creare una estensione Noldorin della radice nella controparte.

    Se Belain fosse una controparte dell'aggettivo Valanya, esso potrebbe regolarmente mutare in posizione attributiva (sc. **Orvelain). Tuttavia, come notato in precedenza (nella nota a piè di pagina su muil della tabella), la mutazione M > V è "spesso non utilizzata"; il nome Dol Baran (LR) mostra che a volte nemmeno B > V viene utilizzato.

Considerato tutto ciò, la posizione di Balan e Belain come attuali forme Sindarin sembra dubbia; si necessita di ulteriori prove testuali.

Come osservazione pertinente, è interessante notare che il nome Sindarin per il sesto fine settimana elfico si dato come "Orbelain (oppure Rodyn)". La seconda forma potrebbe indicare una alternativa pura Sidarin al quenyaismo Orbelain, e il fatto che Balannor sia stato cambiato in Dor-Rodyn forse supporta questa ipotesi.

D'altra parte, l'esistenza di due nomi Sindarin per 'Venerdì' potrebbe semplicemente riflettere il fatto che esistevano effettivamente due nomi Quenya per questo giorno, "Valanya (oppure Tárion)" (App.D Calendari:17).

In ogni caso, mentre i nomi Quenya sono attributi nominalizzati (aggettivo e genitivo) di un sottointeso 'Giorno', il Sindarin ha nomi di fine settimana con un esplicito Or-. Rodyn è apparentemente un sostantivo plurale 'Potenti' (ed è stato tradotto così più sopra). Un iniziale manoscritto di questo passo riporta i nomi Noldorin per l'ultimo fine settimana come "Arvelain (oppure Ardórin)" (PM IV The Calendari:17); non è inverosimile che quello che Tolkien intendeva quando stilò l'elenco di nomi Sindarin fosse "Orbelain (oppure -Rodyn)"; così l'alternativa a Orbelain è Aur-Rodyn (o probabilmente Orrodyn).

NOTA su Sarn Gebir

Tolkien scrisse sul nome Guado di Sarn: "Il nome è una mezza traduzione (di Sarn-athrad 'guado di pietre'), . . . L'Elfico Sarn è anche presente in Sarn Gebir" (GN Luoghi, Guado di Sarn). Sfortunatamente, egli non dà una più completa analisi del secondo nome.

Esisteva anche un Sarn Athrad nel Beleriand, e nell'appendice a Il Silmarillion Christopher Tolkien glossò il primo componente del nome in questo modo: "sarn '(piccola) pietra' in Sarn Athrad . . . ; anche in Sarn Gebir ('punte di pietra': ceber, plurale cebir 'pali'), rapide del fiume Anduin." Dal momento che la coppia cebir : ceber è inclusa nella tabella in base alla validità di ciò, questa glossa e il piuttosto sconcertante nome Sarn Gebir richiedono un'analisi dettagliata.

Il vocabolo Noldorin sarn è spiegato come "roccia come materiale, o come aggetivo; cfr. Sarnathrad" (Etym. SAR-). In Sindarin, accanto a Sarn Athrad e a Sarn Gebir, si trova anche in Edhelharn (SD 1 XI Secondo:67), l'equivalente del Q Elessar. Mentre nel secondo vocabolo la glossa '(piccola) pietra' è appropriata, in Sarn Athrad essa dà, con tutto il rispetto per Christopher Tolkien, un significato errato. Infatti, la glossa dell'autore "Sarn-athrad 'guado di pietre'" apparentemente fa affidamento sul significato Noldorin di sarn.

Nel Sindarin la "posizione degli aggettivi [è] . . . dopo il sostantivo principale" (R O! Elbereth:18). Di due sostantivi in sequenza, il secondo è il modificatore: un attributo genitivo, o più raramente un epiteto. Se sarn ed un vocabolo X sono i sostantivi, sarn X ci si aspetta che significhi 'la pietra di X' (o probabilmente 'la pietra (chiamata) X'). Una moltitudine di nomi scartati per il definitivo Argonath, come Sarn Aran, Sarn Torath, Sern Aranath, Sairn Ubed (WR 2 I, nota 5; IV:7), sono proprio interpretabili sul modello genitivale: 'la pietra del re', 'la pietra dei re', 'le pietre dei re', 'le pietre di negazione'. (Se uno degli ultimi due è stato mantenuto, un plurale sern o sairn dovrebbe essere attestato; cfr. suddetto nern : narn). D'altro canto, in Sarn Athrad, in base alla glossa di Tolkien, athrad 'guado' è il sostantivo principale e sarn il modificatore. Sarn Gebir è analogo a Sarn Torath oppure a Sarn Athrad?

Emerge da The Treason of Isengard (Il Tradimento di Isengard) e The War of the Ring (La Guerra dell'Anello) che l'applicazione del nome Sarn Gebir mutò ripetutamente durante la stesura de Il Signore degli Anelli. Esso venne inizialmente introdotto come il nome (con le varianti Sarn Gebir, Sarn-gebir, Sern Gebir e Sern-gebir) di un gruppo di colline, forse come una traduzione di Stone Hills (Colli di Pietra), che venne apparentemente sostituita, mentre l'eventuale Sarn Gebir venne chiamato Pensarn. In una sola nota Sarn-gebir è identificato con "Grailaw (Lande Grigie) o Colli Grigi"; ai colli venne dato successivamente il nome definitivo di Emyn Muil. Pensarn venne sostituito da Sarn Ruin, fino a che Sarn Gebir riapparve in una nuova parte come il nome delle rapide.

Un gruppo di "annotazioni incoerenti, tutte buttate giù" nella sezione K delle "Etimologie" riguardano "N ceber pl. cebir e Sern Gebir". La radice è data come KEPER- 'pomo, testa, cima', che potrebbe accordarsi tanto con 'Colli di Pietra' quanto col significato Sarn Gebir. Allo stesso tempo, Christopher Tolkien spiega che il significato di Sern Gebir in quelle note "sembra che sia 'pietre solitarie'", quindi con cebir come aggettivo 'solo' che modifica il sostantivo plurale sern. In ogni caso, la glossa 'pali' è presumibilmente ricavata da una fonte successiva, assimilandola all'interpretazione intesa per il nome nella sua forma finale.

Se il secondo elemento di Sarn Gebir, allora, fosse cebir, esso soffrirebbe una lenizione in quel nome, che potrebbe essere sgrammaticata in una frase genitivale come Sarn Torath (vedere L 347:8). Ciò appoggia la glossa di Christopher Tolkien ne Il Silmarillion che rende Sarn Gebir analogo a Sarn Athrad nella correlazione tra i suoi elementi.

Quindi la questione finale è perchè il modificatore sarn in questi due nomi non sia posto in "posizione aggettivale". Una simile inversione è alquanto eccezionale (galadhremmin ennorath con un aggettivo che precede il suo sostantivo principale è poetico). In Sarn Gebir, sarn è singolare malgrado il plurale cebir, e quindi è apparentemente un sostantivo 'pietra (come un materiale)' piuttosto che 'pietra' come un aggettivo. Il nome significa allora 'pali consistenti di roccia', e Sarn Athrad è 'un guado consistente di pietra'. La relazione tra gli elementi è una sorta di genitivo qualitativo che denota il materiale di cui qualcosa è composto, e può darsi che in simili genitivi la stragrande maggioranza dei sostantivi sia (o possa essere) posizionata prima del sostantivo principale. In altri termini, può darsi che la differenza semantica tra un genitivo come "prezzo della pietra" ed uno come "statua di pietra" sia grammaticalizzato in Sindarin.

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