| Mellonath Daeron - La Gilda dei Linguisti di Forodrim |
Questo è un indice dei testi scritti da J.R.R. Tolkien in cirth, il sistema di scrittura runico inventato da Daeron nella sua subcreazione. L'indice è curato dal Mellonath Daeron, la gilda linguistica de La Società Tolkieniana di Forodrim.
Tutti i riferimenti vengono dati nel formato strutturale dell'annuale di Arda . Per informazioni bibliografiche, vedere l' elenco cronologico degli scritti pubblicati di Tolkien compilato da Åke Bertenstam.
Il Mellonath Daeron cura anche il DTS, un corrispondente elenco dei testi in scrittura elfica tengwar .
L'indice è un lavoro in continua progressione con riferimenti che vengono aggiunti continuamente.
Riferimento: LR title-Pagina (top), first state (Tbibl.:A12-A13:aa / Hammond A5a.i-ii 1st impr.)
Caratteri: 35
Un titolo (e sottotitolo) del libro. E' completo, ma è continuato dal testo in tengwar posto in basso nella pagina (Intestazione in Tengwar de Il Signore degli Anelli (non corretta)).
Trascrizione: "The Lord of the Rings translate from the Red Book [Il Signore degli Anelli tradott[o] dal Libro Rosso]"
L'errore translate invece di translated venne corretto nelle successive ristampe; vedere anche Intestazione in Cirth de Il Signore degli Anelli (corretta)!
Riferimento: LR intestazione (in alto), seconda versione (maggior parte delle edizioni, dopo Tbibl.:A12-A13:aa / Hammond A5a.i-ii prima stampa)
Caratteri: 36
Un titolo (e sottotitolo) del libro. E' completo, ma è continuato dal testo in tengwar posto in basso nella pagina (Intestazione in tengwar de Il Signore degli Anelli (corretta)).
Trascrizione: "The Lord of the Rings translated from the Red Book [Il Signore degli Anelli tradotto dal Libro Rosso]".
La correzione riguarda la sesta parola che ora è translated.
Nella edizione originale questo modello venne utilizzato in ognuno dei tre volumi su una intestazione generale per Il Signore degli Anelli, ed inoltre sulle intestazioni dei singoli volumi. Questo arrangiamento è condiviso dalle edizioni in tre volumi. Nelle edizioni a volume singolo (da TBibl.:A21:ba / Hammond A5g in avanti), il modello ricorre sull'unica pagina d'intestazione.
Riferimento: LR 1 I:26; 1 X:73, 74, 75
Caratteri: 1
Ci sono quattro esempi di questo modello che compaiono nel testo. Il primo è la descrizione dei pacchi di fuochi d'artificio di Gandalf, "ciascuno marchiato con una grossa G <ungwe> rossa e con la runa elfica, <certh 19>." Gli altri tre ricorrono nella lettera di Gandalf indirizzata a Frodo (LR 1 X:73-77): uno come parte della firma: "GANDALF.<certh 19>"; uno dopo il punto esclamativo che conclude il PS; e una dopo il punto che conclude il primo paragrafo del PPS. Uno e il medesimo (come appare) modello dell'autore in questo modo rappresenta una certh su un timbro di riconoscimento (a meno che le etichette dei fuochi d'artificio fossero scritte a mano), e tre differenti modelli della "grafia marcata ma aggraziata" di Gandalf (LR 1 X:72).
Trascrizione: "G".
I bambini Hobbit riconobbero uno o entrambi i caratteri sulle etichette dei fuochi d'artificio: "'G per Grandioso!' gridarono" (LR 1 I:27). Nella lettera, la combinazione di queste cirth col testo stampato in caratteri potrebbe significare che Gandalf scrivesse in tengwar, aggiungendo la sua runa come un logotipo. L'etichetta-certh è seguita da un punto, che venne incluso nel blocco di stampa, dando luogo ad una variante di stampa (per esempio in TBibl.:A21:ba / Hammond A5g) dove un altro punto venne collocato dopo il blocco, rendendo erroneamente il primo più pesante punto sembrare essere un puntino che accompagna la certh sull'etichetta di Gandalf. (Cfr. I Segni di Gandalf a Colle Vento.) Cfr. La Grossa Runa di Gandalf.
Riferimento: LR 1 X:77, ill.
Caratteri: 1
Questa certh ornamentale accompagna il PPPS della Lettera di Gandalf, ma si presenta come un qualcosa in più che occupa l'altezza di svariate righe, e non in una precisa posizione del testo. La certh è circondata da quattro punti: sopra, sotto e su entrambi i lati.
Trascrizione: "G".
La combinazione di testo stampato in caratteri con una runa potrebbe significare che Gandalf scrivesse in tengwar, aggiungendo la sua runa come un logotipo. Cfr. La Piccola Runa di Gandalf.
Riferimento: LR 1 XI:98
Caratteri: 2
Un raffigurazione dei segni scarabocchiati da Gandalf su una pietra piatta a Colle Vento, ricorre nel punto * del testo: "... Frodo vide dei graffi: *. 'Sembrerebbero una sbarra, un punto, ed altre tre sbarre' disse. / 'La sbarra a sinistra potrebbe essere una runa, e precisamente una G con due esili rami.' disse Grampasso. ... 'Direi, ... che significherebbero G3 ...'" (LR 1 XI:98, 99, 101).
Nella raffigurazione, i bracci sottili della runa G non sono visivamente uniti al gambo.
I tre graffi sono seguiti da un punto ben marcato che non è menzionato nè da Frodo nè da Grampasso. Chiaramente questo non fa parte della raffigurazione, ma (come nel primo esempio de La Piccola Runa di Gandalf) un punto aggiuntivo venne inserito nella blocco di stampa. (Non c'è nessun punto nel materiale inviato in stampa.)
Riferimento: LR 2 IV:207, ill.
Caratteri: 53
"'Queste sono le Rune di Daeron, anticamente in uso a Moria,' disse Gandalf. 'C'è scritto nei linguaggi degli Uomini e dei : / BALIN FIGLIO DI FUNDIN / SIGNORE DI MORIA.'" (LR 2 IV:208-9) Il modello consiste di quattro righe poste dentro ad una cornice quadrata (che rappresenta o il contorno della "grande lastra di pietra bianca" sulla quale "erano profondamente incise delle rune" (LR 2 IV:206-7), o una cornice intagliata su di essa). Non esiste divisione dentro alle parole, ma la trascrizione piena dovrebbe essere: "Balin / Fundinul / Uzbad Khazad-dûmu / Balin son of Fundin Lord of Moria [Balin figlio di Fundin Signore di Moria]".
Viene specificato in LR App.E II Cirth:5 che "l'Angerthas Moria è is raffigurato sull'iscrizione della tomba".
Benchè le prime due righe non siano in inglese, viene utilizzato il Norvegese Antico Balin e Fundin (presumibilmente sono traduzioni di Tolkien dei nomi in un linguaggio virile correlato all'Ovestron).
Il manoscritto che contiene il modello è conservato presso la Bodleian Library (MS Tolkien drawings 90, fol.48), ed è riprodotto a p.88 del catalogo della mostra del centenario dalla nascita dell'autore, Tolkien: Life and Legend (Oxford: Bodleian Library, 1992).
Riferimento: LR App.E II Cirth, tabella "L'Angerthas"
Caratteri: 66
Una tabella che contiene 58 grafemi cirth numerati e due non numerati, ordinati in quattro colonne di15 grafemi ciascuna. Per 38, 45, 51, 52, 55 e 56 vengono mostrati due allogrammi. Sotto ognuna delle 7, 12, 17, 22, 28, 33, 38, 52 e 56 vengono inseriti nella colonna due piccoli circoletti, che dividono le cirth in dieci serie.
Una seconda parte della tavola, sottotitolata "Valori", contiene le traslitterazioni delle cirth, similmente arrangiate. La trattazione in LR App.E II Cirth rimanda costantemente alla tabella.
Riferimento: L 118:1
Caratteri: 47
Ciascun paragrafo della Lettera 118 contiene un augurio di Natale per Hugh Brogan. Il primo paragrafo è scritto con le cirth, gli ultimi due con le tengwar (L'Augurio in Tengwar di Brogan).
Trascrizione: "Dear Hugh this is just to wish you a happy Christmas in dwarf rune. [Caro Hugh questo è solo per augurarti un buon Natale in rune dei nani]"
(Una trascizione più letterale viene data in una nota editoriale alla lettera.)
Il modello è "non datato, ma probabilmente scritto per il Natale del 1948" (L 118, nota introduttiva).
Riferimento: L 245:1
Caratteri: 2
Due cirth che ricorrono nel testo di una discussione sulle forme delle cirth, che sono "quasi tutti derivazioni dal modello fondamentale, [modello], le possibilità sono limitate dal fatto che si evita di congiungere una diagonale con il fondo di una verticale (le eccezioni sono poche e limitate a casi dove, come in <certh 6> e in <certh [60]> c'è una congiunzione anche in cima)."
Dal momento che le rune sono mostrate come forme, senza alcun valore inteso, nessuna trascrizione è giustificata. La lettera è datata 25 Giugno 1963.
Riferimento: L 245:1
Caratteri: 4
Quattro cirth ricorrono nel testo di una discussione delle forme delle cirth: "[Le possibilità] sono invece aumentate dalla ripetizione sui due lati di una verticale di un'appendice diagonale, e dalla ripetizione di metà del modello base: [modello mezzo ripetuto] da cui <certh 12> <certh 5> <certh 22> <certh 17> ecc." (Il sc. qui presente, piuttosto che il meno appropriato & trovato nel testo stampato, è preso da una riproduzione dattilografata fatta dal destinatario, Rhona Beare.)
Dal momento che le due cirth sono mostrate come frome, senza alcun valore inteso, nessuna trascrizione è giustificata.
La lettera è datata 25 Giugno 1963.
Riferimento: P 24 ("Frammenti dal Libro di Mazarbul" = 23 nella prima ed.), I
Caratteri: 340 (approssimativamente)
Una delle tre rappresentazioni delle Pagine dal Libro di Mazarbul, trovato dalla Compagnia dell'Anello in Moria, "strappato e tagliato da pugnali ed in parte bruciato ... scritte da molte calligrafie diverse, in rune sia di Moria che della Valle, e talvolta in caratteri elfici" (LR 2 V:3). Questa pagina è la prima da cui legge Gandalf, in LR 2 V:5-7, avendo notato che "le pagine sembrano avere i numeri che si riferiscono agli anni dopo il loro arrivo. La prima pagina è segnata come one -- three, quindi come minimo due sono andate perdute a partire dall'inizio" (LR 2 V:4). Al centro della parte alta della pagina c'è un segno verticale, che Gandalf apparentemente traduce come "uno", dentro ad un cerchio rosso, e nell'angolo superiore destro c'è un carattere tipo <certh 17> o <certh 52> che egli legge come "tre". Il testo principale della pagina è anch'esso scritto con le cirth. Il foglio appare seriamente danneggiato, e non tutto il testo è intatto. Il disegno è accompagnato da un commento e da una trascrizione di Christopher Tolkien, che riesce ad estrapolare "un po' di testo rispetto a quanto Gandalf fu in grado di fare nella Camera di Mazarbul" (P 24 (= 23 nella prima ed.), nota I), e concorda sul fatto che la runa posta in alto a destra sia "il numero 3" (ibidem). Il modello mostra il sistema-certh "conosciuto come il modo di Erebor, ed esemplificato nel Libro di Mazarbul", come l'Autore spiega in LR App.E II Cirth:6 (anche se le tre pagine non furono pubblicate ne Il Signore degli Anelli). Cfr. Pagina di Mezzo dal Libro di Mazarbul, Certh in basso e Ultima Pagina dal Libro di Mazarbul (e il modello-tengwa Pagina di Mezzo dal Libro di Mazarbul e Ultima Pagina dal Libro di Mazarbul, ultima riga).
Pubblicato per la prima volta nel Calendario de Il Signore degli Anelli Calendar del 1977. Il manoscritto del modello è conservato presso la Bodleian Library (MS Tolkien drawings 73).
Riferimento: P 24 ("Frammenti dal Libro di Mazarbul" = 23 nella prima ed.), II
Caratteri: 167 (approssimativamente)
Una singola certh nella parte inferiore di una delle tre rappresentazioni delle pagine dal Libro di Mazarbul, trovato dalla Compagnia dell'Anello in Moria, "strappato e tagliato da pugnali ed in parte bruciato ... scritto da molte calligrafie diverse, in rune sia di Moria che della Valle, e talvolta in caratteri elfici" (LR 2 V:3). Questa pagina è la seconda da cui legge Gandalf, in LR 2 V:10, avendo notato che "vi dovrebbe essere un certo numero di fogli mancanti, poichè si incomincia col numero cinque , il quinto anno della colonia, suppongo" (LR 2 V:8), e che il testo principale è scritto con le tengwar; vedere anche Pagina di Mezzo dal Libro di Mazarbul. Il modello è una <certh 22> (probabilmente con un puntino sottoscritto), che è apparentemente quanto Gandalf interpreta come "cinque". Il disegno è accompagnato da un commento e da una trascrizione di Christopher Tolkien, che concorda sul fatto che il modello sia "il numero 5" (P 24 (= 23 nella prima ed.), nota II). Esso presumibilmente appartiene al sistema-certh "conosciuto come il modo di Erebor, ed esemplificato nel Libro di Mazarbul", come l'Autore spiega in LR App.E II Cirth:6 (anche se le tre pagine non furono pubblicate ne Il Signore degli Anelli). Cfr. anche Pagina Superiore dal Libro di Mazarbul e Ultima Pagina dal Libro di Mazarbul (e il modello-tengwa Ultima Pagina dal Libro di Mazarbul, ultima riga).
Pubblicato per la prima volta nel Calendario de Il Signore degli Anelli Calendar del 1977. Il manoscritto del modello è conservato presso la Bodleian Library (MS Tolkien drawings 74).
Riferimento: P 24 ("Frammenti dal Libro di Mazarbul" = 23 nella prima ed.), III
Il testo principale di una delle tre rappresentazioni delle pagine dal Libro di Mazarbul, trovato dalla Compagnia dell'Anello in Moria, "strappato e tagliato da pugnali ed in parte bruciato ... scritte da molte calligrafie diverse, in rune sia di Moria che della Valle, e talvolta in caratteri elfici" (LR 2 V:3). Questa pagina è la terza da cui legge Gandalf, in LR 2 V:11, avendo notato che "è l'ultima pagina di tutte" (LR 2 V:10); è scritta con le certh eccetto l'ultima riga "in uno scarabocchio allungato di caratteri elfici" (LR 2 V:11); vedere anche Ultima Pagina dal Libro di Mazarbul, ultima riga. Nella parte superiore delll'angolo sinistro ci sono sei segni verticali, che probabilmente significano "6". Al centro una parte è andata perduta a partire dal margine superiore, ma alcuni segni potrebbero essere quello che resta di un altro numero. Il foglio appare seriamente danneggiato, e non tutto il testo è intatto. Il disegno è accompagnato da un commento e da una trascrizione di Christopher Tolkien, che riporta più testo di quello letto da Gandalf (P 24 (= 23 nella prima ed.), nota III). Il modello mostra il sistema-certh "conosciuto come il modo di Erebor, ed esemplificato nel Libro di Mazarbul", come l'Autore spiega in LR App.E II Cirth:6 (anche se le tre pagine non furono pubblicate ne Il Signore degli Anelli). Cfr. anche Prima Pagina dal Libro di Mazarbul e Pagina di Mezzo dal Libro di Mazarbul, Certh in basso (e il modello-tengwa Pagina di Mezzo dal Libro di Mazarbul).
Pubblicato per la prima volta nel Calendario de Il Signore degli Anelli Calendar del 1977. Il manoscritto del modello è conservato presso la Bodleian Library (MS Tolkien drawings 75). C'è una riproduzione ingrandita della pagina a p.76 del catalogo della mostra del centanario dalla nascita dell'autore, Tolkien: Life and Legend (Oxford: Bodleian Library, 1992).
Riferimento: TI Appendice:Plate V
Caratteri: 26
La prima versione del'iscrizione sulla tomba di Balin a Moria che non è scritta in rune anglosassoni. Essa concorda pienamente con le Rune Inglesi dei Nani , ma differisce in alcuni punti. E' inoltre molto simile all'iscrizione inglese della versione finale (L'Iscrizione sulla Tomba di Balin). L'iscrizione sembra esser stata immediatamente sorpassata da un'altra versione; vedere L'Iscrizione della Tomba di Balin - Seconda Versione.
Questa versione dell'iscrizione non necessita di spiegazioni da parte di Gandalf:
"'Sembra una tomba!' [mormorò>] pensò Frodo, e andò avanti per vederla più da vicino guidato da un curioso senso di presagio. Gandalf si avvicinò rapidamente al suo fianco. Sulla lastra era profondamente inciso in Rune:
BALIN SON OF BURIN LORD OF MORIA
[BALIN FIGLIO DI BURIN SIGNORE DI MORIA]
Gandalf e Frodo abbassarono lo sguardo. 'Così è morto. In un certo senso lo temevo,' disse Frodo." (RS 25:135)
Riferimento: TI Appendice:Plate V
Caratteri: 26
La seconda versione dell'iscrizione sulla tomba di Balin a Moria, scritta immediatamente dopo la Prima Versione sulla medesima pagina (RS 25:Nota 40). E' molto simile al suo predecessore e concorda fortemente con le Rune Inglesi dei Nani , ma differisce da entrambi in pochi punti. L'iscrizione ricorda anche la parte inlgese della versione finale (L'Iscrizione della Tomba di Balin ), benchè non così similare al suo precursore.
Questa versione dell'iscrizione non necessita di spiegazioni da parte di Gandalf:
"'Sembra una tomba!' [mormorò>] pensò Frodo, e andò avanti per vederla più da vicino guidato da un curioso senso di presagio. Gandalf si avvicinò rapidamente al suo fianco. Sulla lastra era profondamente inciso in Rune:
BALIN SON OF BURIN LORD OF MORIA
[BALIN FIGLIO DI BURIN SIGNORE DI MORIA]
Gandalf e Frodo abbassarono lo sguardo. 'Così è morto. In un certo senso lo temevo,' disse Frodo." (RS 25:135)
Riferimento: TI IX:70, ill.
Caratteri: 52
Una precoce versione dell'iscrizione sulla tomba di Balin a Moria. E' descritta da Gandalf in modo piuttosto differente rispetto alla versione finale: "Queste sono rune nanesche, simili a quelle che usano nel Nord. Qui c'è scritto nella vecchia e nella nuova lingua: Balin figlio di Fundin, Signore di Moria." (TI IX:69) La descrizione di Gandalf appartiene alla versione manoscritta del testo; tuttavia, l'iscrizione che accompagna il manoscritto venne scritta su carta blu e non potè essere riprodotta nel libro. Tuttavia, è stata riprodotta un'iscrizione che appartiene alla versione dattiloscritta realizzata subito dopo il manoscritto, essendo "molto simlie alla prima nel disegno, identica in tutte le sue forme." (TI IX:70)
Le rune sono scritte in tre righe all'interno di strette strisce. Esse differiscono sotto molti aspetti da quelle della versione finale. L'iscrizione è divisa in parole, contrariamente alla forma finale, e la versione inglese precede la versione Khuzdul.
Trascrizione (di Christopher Tolkien):
BALIN SON OF FUNDIN
LORD OF MORIA
Balin Fundinul Uzbad Khazaddu|mu
[Nella soprastante trascrizione, la barra verticale | dovrebbe essere sostituita da un segno di lunga ¯ posto sopra al precedente glifo, in accordo con la Codifica Standard dei segni Diacritici del Mellonath Daeron.]
Riferimento: TI Appendice:Plate I-IV
Caratteri: 458
Un documento intitolato "Rune del Beleriand" che traccai la sviluppo dei sistemi runici del Beleriand. Il documento contiene sei tabelle, intercalate da commenti dettagliati, spiegazioni ed esempi runici.
Il testo è introdotto dalle parole: "I segni più vecchi sembrano avere il seguente:-" La tabella che segue mostra 31 rune (non trascritte) disposte in quattro righe, apparentemente organizzate in base alle somiglianze tra i caratteri.
La seconda tabella mostra le rune "solitamente" associate all' "ordine originale delle lettere del Doriath". Ci sono 31 caratteri assieme alle trascrizioni.
La terza tabella mostra "Le serie speciali lunghe del Doriath". Questa tabella consiste di tre righe che mostrano complessivamente 56 rune. La quarta tabella riporta la dicitura "L'utilizzo successivo Noldorin", con quattro righe che contengono 67 rune.
La quinta è una tabella con tre righe che descrive "la forma scritta, o 'Alfabeto di [Pengolod >] Dairon'". Sul sistema runico viene detto che "il suo principale elaboratore dimorava nel Doriath, dove venne sviluppata una forma scritta." (TI Appendice ii:1) Le rune sono basate su quella della quarta tabella, ed hanno uno stile leggermente corsivo.
La sesta ed ultima tabella riporta la dicitura: "Le più piccole e più corsive lettere furono le seguenti." Sotto vengono mostrate le rune della tabella precedente, accompagante da versioni "minuscole" delle medesime. Il documento termina con due iscrizioni, la prima in stile "minuscolo", il secondo in entrambe le varianti "minuscole" e "maiuscole", trascritte rispettivamente "pennas na·ngoeloeidh" e "Eredwethion".
Riferimento: TI Appendice:Plate V
Caratteri: 74
Una tabella che mostra "le rune dei Nani per scrivere in inglese (fonetico)". Christopher Tolkien nota che la tabella "tutto sommato concorda bene con 'il successivo utilizzo Noldorin'" in Rune del Beleriand.
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Traduzione dell'originale ad opera di Paolo Astorri. Ultimo aggiornamento della traduzione: 21 Marzo 2003. La versione originale di questo documento è in linea dal 15 Settembre 1996. Ultimo aggiornamento 8 Aprile 2000 ad opera di Elros, Måns Björkman. |