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Il Sarati di Rúmil

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Rúmil di Valinor creò il primo sistema di scrittura di Arda nell'Anno Valiano 1179 [AAm ]. Benchè esso sia stato spesso citato come "Tengwar di Rúmil", il vero nome del sistema di scrittura era Sarati (dato che ciascuna lettera è un sarat) [QE].

Le Lettere

Il Sarati è una scrittura fonografica: ciascun sarat rappresenta un fonema del linguaggio parlato. I caratteri sono legati agli specifici suoni in maniera più stretta rispetto a quelli del Tengwar, ed il Sarati può perciò essere correttamente indicato come un "alfabeto" - cosa che difatti avviene in nuomerose fonti.

Ci sono sarati per quasi tutti i suoni immaginabili. Non senza motivo, in una fonte la scrittura viene detta essere "il sistema alfabetico universale degli Eldar" [R15]. Nessun testo Sarati sfruttta l'intera gamma di caratteri possibili, ma utilizza un sottoinsieme di caratteri che soddisfa i fonemi del linguaggio che deve essere scritto.

Consonanti

Dato che Rúmil era un abile linguista, il sistema del Sarati venne basato sulle teorie linguistiche e fonologiche in voga in quel tempo. In accordo con la tradizionale analisi fonematica del Quenya, le vocali non vennero considerate come fonemi completi, ma come elementi con la funzione di modificare, "colorare", le consonanti [FQD].

Perciò solo le consonanti vennero scritte come veri sarati, mentre le vocali vennero scritte come diacritiche (nelle fonti la parola tehtar non viene mai utilizzata come un termine per indicare i sarati diacritici, e di conseguenza non viene fatto neppure qui). A seconda del linguaggio e posizionamento in relazione al suo sarat, la vocale diacritica veniva pronunciata prima o dopo la consonante. Altre modifiche alle consonanti venivano tipicamente realizzate attraverso diacritiche che includessero un raddoppiamento o nasalizzazione del suono, o che indicassero una /s/ precedente o susseguente.

Diverse fonti dichiarano che le forme dei sarati mostrano parecchie variazioni [R12, R17]. Questo viene continuamente confermato negli esempi. Infatti, solo un numero limitato di caratteri rimane coerentemente utilizzato in tutti gli esempi, come mostrato in figura 1. Persino l'aspetto di questi caratteri varia leggermente, dato che nelle varie fonti vengono utilizzati diversi allografi. (I valori sonori sono dati in accordo con l' International Phonetic Alphabet.)

Figura 1: Sarati costanti in tutte le fonti

Si può osservare che le nostre fonti per il  Sarati furono scritte da Tolkien durante un periodo di numerosi decenni, durante il quale egli rifinì continuamente il sistema. Non è sempre facile determinare a quale grado le modifiche rappresentino alterazioni nella concezione del Sarati, e quando esse semplicemente attestino la principale variazione che fu apportata al testo.

Vocali

In generale, l'uso delle vocali diacritiche è costante, poichè la variazione è di solito limitata allo scambio di diacritiche tra suoni similari. La Figura 2 riassume le più comuni vocali diacritiche e i loro valori.

Figure 2: vocali diacritiche Sarati

Le vocali diacritiche sono sempre voltate con lo stesso lato rivolto al sarat al quale sono legate. La Figura 2 mostra la forma tipica delle diacritiche quando sono posizionate a sinistra dei sarati. Quando sono poste a destra dei sarati, la loro forma è invertita o "speculare".

Quando rappresentano una vocale senza una consonante adiacente, la vocale diacritica è posta su di un trasportatore . Questo di solito ha la forma di una linea retta, parallela o perpendicolare alla direzione di scrittura. Le vocali lunghe spesso ricevono diversi trattamenti a seconda dei suoni.

Ci viene detto in FQD che, prima del tempo di Feanor, il trasportatore vocale veniva ricavato dal sarat che aveva inizialmente rappresentato la sonora fricativa velare del Proto-Eldarin [ɣ]; si è teorizzato che tutte le vocali non precedute da consonante avessero un tempo seguito una consonante successivamente scomparsa nell'evoluzione del Quenya. La sonora fricativa velare era un suono di questo tipo. Essa esisteva nel linguaggio durante il periodo Proto-Eldarin, ma più tardi scomparve nell'evoluzione del Quenya. Lo stesso sarat venne più tardi ereditato nel Tengwar sottoforma di trasportatore breve. In tutti i nostri campioni la fricativa velare sonora viene rappresentata con un sarat notevolmente diverso.

Direzione di Scrittura

In accordo con R17, il Sarati "veniva originariamente scritto da destra verso sinistra, oppure bustrofèdico [ossia alternando destra-sinistra, sinistra-destra] incominciando da destra. Ma nei libri e nella forma corsiva veniva di solito scritto dall'alto verso il basso incominciando dall'angolo superiore destro, anche se si riscontrano casi da destra verso sinistra."

La maggior parte dei nostri esempi sono scritti dall'alto verso il basso, ma la maggior parte dei testi che consistono di più di una singola riga in realtà iniziano dall'angolo  sinistro piuttosto che da quello destro. Ci sono anche alcuni esmpi che sono scritti orizzontalmente  da sinistra verso destra, proprio come l'alfabeto romano.

Perciò, sono attestate le seguenti direzioni di scrittura (i riferimenti agli esempi esistenti sono dati tra parentesi quadra):

Gli Eldar erano ambidestri, e potevao perciò scrivere altrettanto bene con entrambe le mani. Quando scrivevano da destra verso sinistra, potevano usare la mano sinistra, e quando scrivevano da sinistra verso destra, potevano usare la mano destra, così da non coprire con la mano quello che stavano scrivendo. [EHFN]

Allineamento

La seguente descrizione generica, così come è stata trovata in  R17, è in armonia con molti dei documenti d'esempio:

Nell' "utilizzo-librario" le lettere erano tutte ordinate in modo da essere disposte come appese ad una barra. Questa barra era quindi retta o tracciata in maniera continua, e i segni  consonantici  erano scritti a  destra (o sotto) della barra, e i segni  vocalici  a  sinistra (o sopra) della barra. [R17]

Un sostanzioso numero di esempi omette la barra [R1, R16, R20, R22, R23, RV1a], mentre alcuni di questi includono frammenti isolati nei quali compare la barra. Non è chiaro se questo dimostri un contrasto tra l' "utilizzo-librario" e gli altri utilizzi.


In un paio di compedi, testi sperimentali, i sarati sono allineati a  sinistra della barra [R20, R22]. Altri due, entrambi riportanti il nome del Professor Tolkien, hanno i sarati speculari attorno alla barra (una volta omessa) [R22, R23]. Nel secondo caso anche le vocali diacritiche sono speculari, posizionate lungo la parte bassa dei sarati.

Al di là della direzione di scrittura, ciascun sarat è spesso rivolto verso lo stesso lato, fronteggiando la lettera seguente. Questo significa che quando si scriveva da sinistra verso detra, i sarati apparivano speculari rispetto a quando venivano scritti da destra verso sinistra. I sarati sono anche spesso uniti con la loro estremità alla barra. E' perciò impossibile parlare di parte destra, sinistra, alta o bassa dei sarati, dato che quasti variano a seconda della direzione di scrittura ed allineamento.

In questo sito mi riferisco invece al  fronte, retroparte alta e bassa dei sarati, dove il  fronte è il lato che fronteggia il sarati seguente nella direzione di lettura, e la  parte alta è la parte finale sempre unita alla barra.

Una noevole eccezione a tutto qesto è il cosiddetto "utilizzo Gnomish" [R21]. Qui, le lettere sono scritte da sinistra verso detra con le vocali diacritiche in alto, ma i sarati sono orientati come se fossero scritti verticalmente.

Negli esempi di Sarati di questo sito, la direzione di scrittura è sempre dall'alto verso il basso, a meno che lo scopo dell'esempio non sia di illustrare specificatamente qualcos'altro.

Punteggiatura

L'utilizzo della punteggiatura è scarsa nella scrittura Sarati. Sebbene nelle descrizioni del sistema di scrittura vengano menzionati numerosi segni di punteggiatura, solo due sono sempre utilizzati negli esempi esistenti (uno ricorre una sola volta, l'altro due). Entrambi sembrano corrispondere al punto fermo dell'alfabeto romano. Il primo è dato da due punti, uno su ciascun lato della barra. Il secondo non è altro che il primo raddoppiato.

Valutazioni

I diversi sistemi di accoppiamento dei sarati coi valori sonori è stato definito come "valutazioni". Si può trovare una dettagliata descrizione di ciò nella sezione intitolata  Valutazioni Sarati.